Marco Pannella, il leader radicale è stato ricoverato in ospedale I medici: «Non c’è speranza»

Marco Pannella

I dolori sono arrivati subito dopo l’ultimo compleanno, il tempo di spegnere ottantasei candeline con intorno gli amici e gli affetti più cari. Era un lunedì, era il 2 maggio scorso, e neanche quel giorno Marco Pannella ha smesso di combattere contro quel suo male, anzi i suoi mali, i più brutti dei mali, che adesso hanno letteralmente invaso il suo fisico provato, rompendo ogni argine.
Soprattutto quel giorno ha combattuto: il leader radicale voleva sorridere per il suo compleanno. Aveva vicino i suoi affetti di sempre, Mirella Paracchini, e i suoi affetti più recenti, il giovane Matteo Angioli, Laura Hart. E poi gli amici, come Maria Antonietta Coscioni, la sua compagna di partito, Rita Bernardini. Alla fine ci ha pensato Claudio Santini a decidere. Come sempre. Anche questa volta il suo medico curante ha preso in mano le redini della situazione e qualche giorno fa ha optato per il ricovero, in una struttura che il leader radicale ha già frequentato, ogni volta che uno sciopero di protesta lo ha portato a perdere forze ed energie. Al suo ultimo compleanno quando Marco Pannella ha compiuto ottantasei anni ai suoi affetti vicini e lontani ha voluto dire grazie, ma anche chiedere scusa, perché gli ultimi mesi sono stati di sofferenza acuta e di tanto nervosismo. Nella struttura dove adesso lo hanno ricoverato gli hanno chiesto se voleva essere sedato, se voleva in questa maniera smettere di soffrire. Lui, provato, ha risposto semplicemente: «Grazie». Subito prima aveva avuto modo di parlare anche con Alessio Falconio, il direttore della sua Radio Radicale: ormai sono diverse settimane che anche dalla sua emittente Pannella ha smesso i suoi dibattiti accesi e appassionanti con Massimo Bordin.

Ora dorme, questo signore abruzzese che ha fatto la storia dei diritti civili italiani. Ieri sera Matteo Renzi ha chiuso la diretta social di #matteorisponde pensando a lui: «Lasciatemi chiudere con un abbraccio speciale a un uomo con cui non sempre sono d’accordo, ma che ha tutta la mia stima, che è Marco Pannella, ricoverato in ospedale». Martedì ha ricevuto anche i saluti di papa Francesco, arrivati al suo capezzale con le parole di monsignor Vincenzo Paglia. Prontamente. Perché proprio qualche giorno fa il Santo Padre aveva voluto avere notizie sulla salute di questo politico che ha dedicato la sua vita ai diritti di civiltà, non soltanto in Italia. E basta andare nella sede storica dei Radicali, alle spalle del Pantheon, e vedere tutte le associazioni dove si lavora senza risparmiare energie. C’è «Nessuno tocchi Caino», l’associazione che combatte la pena di morte nel mondo. C’è l’associazione Luca Coscioni, dove si combatte per ottenere una legge sull’eutanasia, dopo la morte di Luca Coscioni, militante radicale che ha dedicato la sua malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, alla causa. Luca Coscioni come Piergiorgio Welby, un’altra sofferenza in nome di una società più civile.
Ora dorme Marco Pannella: i medici dicono che non c’è più speranza. Ma ha fatto in tempo, l’11 maggio scorso, a vedere approvata la legge sulle unioni civili, lui che ha cominciato a combattere per la legge sul divorzio e sull’aborto. Vincendo molte battaglie.

Corriere della Sera