M5S, il primo vertice è già in bilico Di Maio prepara il suo tour europeo

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La frenata e l’accelerazione. I Cinque Stelle si apprestano a vivere una settimana dai toni contrastanti sia riguardo le discussioni interne sia sull’investitura di Luigi Di Maio come leader. La fase di transizione che si è aperta con la morte di Gianroberto Casaleggio vive i suoi primi concitati momenti. C’è chi nel Movimento parla di «scontro generazionale», intendendo i militanti della prima ora e i nuovi volti in ascesa. Due scuole di pensiero diverse: da un lato chi persegue la filosofia e , soprattutto, l’ortodossia Cinque Stelle, dall’altro i pragmatici, che mirano a dare un’immagine più concreta del Movimento.

Di sicuro i parlamentari si stanno muovendo per avere chiarimenti. Lunedì è prevista la riunione congiunta di deputati e senatori e — già nelle ore successive al funerale del fondatore — c’è chi si è speso per mettere all’ordine del giorno le novità strutturali e l’eredità del garante del M5S (al proposito sarebbe partita anche una raccolta firme). Una soluzione che non trova il gradimento del direttorio. «In questo momento non possiamo permetterci il lusso di iniziare dibattiti inconcludenti», ragionano alcuni pentastellati. Un rallentamento ritenuto necessario — si argomenta tra i vertici — per non avvilupparsi in un logoramento interno che minerebbe la stabilità e, soprattutto, l’azione politica in piena campagna elettorale. Secondo rumors la riunione potrebbe saltare o essere strettamente legata a un ordine del giorno su argomenti di stretta attualità politica (l’esito del referendum e il caso Trivellopoli).

Ma la partita per la leadership dei Cinque Stelle non si giocherà solo sui tavoli romani. L’investitura di Di Maio, anche se ostracizzata dagli ortodossi, è imminente. L’asse con Alessandro Di Battista — i due anche ieri si sono presentati abbracciati al funerale – è sempre più saldo. Stessi post, stesse parole e, soprattutto, la stessa visione del futuro del M5S. Le parole di Grillo, che nel 2014 li etichettava come i Grillo e Casaleggio del futuro, suonano profetiche. A dare forza a questa visione anche il turbine di avvenimenti che sta per coinvolgere il vicepresidente della Camera. Nelle prossime settimane, forse già prima della fine di aprile, Di Maio aumenterà il peso e la caratura dei suoi incontri istituzionali. Una leadership in pectore che potrebbe essere consolidata anche fuori dai confini dell’Italia, con una serie di viaggi all’estero, nei principali Paesi Ue.

Di sicuro i parlamentari si stanno muovendo per avere chiarimenti. Lunedì è prevista la riunione congiunta di deputati e senatori e — già nelle ore successive al funerale del fondatore — c’è chi si è speso per mettere all’ordine del giorno le novità strutturali e l’eredità del garante del M5S (al proposito sarebbe partita anche una raccolta firme). Una soluzione che non trova il gradimento del direttorio. «In questo momento non possiamo permetterci il lusso di iniziare dibattiti inconcludenti», ragionano alcuni pentastellati. Un rallentamento ritenuto necessario — si argomenta tra i vertici — per non avvilupparsi in un logoramento interno che minerebbe la stabilità e, soprattutto, l’azione politica in piena campagna elettorale. Secondo rumors la riunione potrebbe saltare o essere strettamente legata a un ordine del giorno su argomenti di stretta attualità politica (l’esito del referendum e il caso Trivellopoli).

Ma la partita per la leadership dei Cinque Stelle non si giocherà solo sui tavoli romani. L’investitura di Di Maio, anche se ostracizzata dagli ortodossi, è imminente. L’asse con Alessandro Di Battista — i due anche ieri si sono presentati abbracciati al funerale – è sempre più saldo. Stessi post, stesse parole e, soprattutto, la stessa visione del futuro del M5S. Le parole di Grillo, che nel 2014 li etichettava come i Grillo e Casaleggio del futuro, suonano profetiche. A dare forza a questa visione anche il turbine di avvenimenti che sta per coinvolgere il vicepresidente della Camera. Nelle prossime settimane, forse già prima della fine di aprile, Di Maio aumenterà il peso e la caratura dei suoi incontri istituzionali. Una leadership in pectore che potrebbe essere consolidata anche fuori dai confini dell’Italia, con una serie di viaggi all’estero, nei principali Paesi Ue.

E proprio in Europa il Movimento starebbe valutando a un cambio di prospettive. Un progetto non nel breve termine, ma con un respiro più ampio: l’evoluzione politica degli ultimi due anni starebbe portando i pentastellati a cercare nuovi punti di riferimento e maggiore autonomia a Bruxelles. Smarcarsi, insomma, da un gruppo — quello dell’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta — che non ha mai convinto parte della base e che ora sembra stare stretto anche all’interno del Movimento.
Ma il vero punto di svolta, l’architrave su cui si concentrerà l’impegno dei Cinque Stelle è la conquista di Roma: un omaggio a Gianroberto Casaleggio, ma anche la vera svolta politica, che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase. E dare maggiore stabilità agli equilibri interni.

Corriere della Sera