Legge elettorale, Renzi: “Non vedo maggioranza per modifiche a Italicum”

Matteo Renzi

“Non vedo in Parlamento una maggioranza per una legge alternativa”. Lo ha detto a ‘L’intervista’ di Maria Latella su SkyTg24 il premier Matteo Renzi parlando dell’Italicum e aggiungendo: “Con il ballottaggio chi vince governa, aver portato questo meccanismo è una cosa positiva: vinca il migliore e le regole devono essere valide per tutti”.

RIFORME – Parlando di riforme, il presidente del Consiglio ha osservato: “Fosse per me, il referendum lo farei subito. Ma la data non dipende da me, dipende dalla Corte di Cassazione e dai ricorsi successivi. Ragionevolmente direi a ottobre, se tutto va come deve tra il 2 e il 30 ottobre”.

Quello sulle riforme istituzionali “non è un referendum su di me, anche se io sono pronto a trarre le conseguenze. Sono gli altri che personalizzano”, ha chiarito Renzi, sottolineando il fatto che “ancora il 65% degli italiani non ha visto la domanda del referendum, colpa nostra”.

Il premier ha anche parlato delle critiche che gli ha mosso Massimo D’Alema: “Ha tutti i diritti di votare quello che crede, ma mi piacerebbe di discutere nel merito. Le riforme che D’Alema voleva fare con la Bicamerale erano più impattanti sul sistema delle nostre. D’Alema parla ma i risultati della sua azione gli italiani li hanno visti negli ultimi 20 anni”.

PD – Alla vigilia della Direzione Pd Renzi ha sottolineato che quello sul doppio ruolo segretario-premier è un “dibattito lunare”. “Nella destra inglese Cameron lascia, fanno il Congresso del partito conservatore e scelgono il nuovo segretario che sarà primo ministro – ha aggiunto -. Nel resto d’Europa il capo del primo partito è il presidente del Consiglio. Solo in Italia non è andata così a lungo, per il meccanismo in cui i governi cambiavano ogni anno e contavano i partiti”. Renzi, tra l’altro, ha sollecitato una “discussione vera sui contenuti”.

BANCHE – Parlando delle banche, il premier ha precisato che lo ‘scudo’ Ue per le banche non è un “antipasto” per altri interventi del governo a favore degli istituti. “Ho tanti sassolini da togliere”, ha spiegato. “La Merkel – ha continuato – ha messo 247mld di euro nel sistema bancario, a qualcuno poteva venire in mente che bisognava rendere più forte le banche, ma allora l’Italia non l’ha fatto”. Renzi ha sottolineato: “Noi abbiamo fatto chiarezza e tolto i politici dalle banche”. Poi, a una domanda su una possibile nazionalizzazione del Monte dei Paschi di Siena, ha risposto: “Lo Stato sta già dentro a Mps. La soluzione preferibile per Mps è una operazione di mercato”.

BREXIT – Sulla Brexit renzi ha detto: “Lavoreremo con Sala, con un team, una Task force da Palazzo Chigi per coinvolgere gli esponenti più alti di economia e finanza a livello europeo per portare in Italia tutto ciò che si può portare in Italia”. Sia l’Autorità bancaria che quella farmaceutica europea “sono potenzialmente ben sposabili con la città di Milano e l’area ex Expo, ci stiamo provando e ci proveremo”, ha spiegato il premier.

TERRORISMO – Parlando di terrorismo, Renzi ha detto: “Daesh sta perdendo in Siria, Iraq, Libia: negli ultimi mesi lo spazio di territorio occupato da Daesh si è ridotto”. “La minaccia cambia, ci deve essere una reazione forte e convinta”, ha proseguito. “Poi bisogna fare un ragionamento sull’educazione”, ha sollecitato il premier. “Noi abbiamo sventato almeno due o tre attentati con intercettazioni ultimo tipo, attraverso l’ascolto di file audio WhatsApp abbiamo bloccato in Lombardia una persona che stava per farsi saltare in aria”, ha aggiunto il premier.

Il premier, tra l’altro, ha parlato della situazione delle moschee in Italia. “Noi controlliamo in modo massiccio, abbiamo chiesto agli Imam di celebrare in italiano. Il nostro è un controllo massiccio di tutte le realtà con la collaborazione della stragrande maggioranza degli islamici moderati”. Renzi ha sottolineato: “Pugno di ferro con chi pensa di portare quei valori, che sono non valori, nella nostra realtà”.

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