Lazio, svolta per l’Europa

PIOLI_ALLENAMENTO

La gara contro il tabù Chievo che, prima di ieri aveva perso solo due volte su 13 all’Olimpico, svolta dopo quattro minuti. Punizione di Birsa, testa di Cesar con Berisha in colpevole ritardo: il gol sarebbe da annullare per il fuorigioco attivo di Cacciatore e Inglese, ma l’arbitro Calvarese convalida tra i fischi dei 15.000 spettatori di un stadio sempre più deserto. Lì comincia la lenta risalita della Lazio, guidata dai giovani Cataldi e Keita, quest’ultimo spumeggiante come sempre nei primi minuti di gioco. Bizzarri è un polipo, para le conclusioni dello spagnolo, di Djordjevic e di Parolo, e così quando si va al riposo in svantaggio, Pioli rivede le streghe dello 0-4 subito al Bentegodi a fine agosto.

RIMONTA DA APPLAUSI – Pochi secondi della ripresa (nel frattempo Matri ha sostituito Djordjevic) e Keita si guadagna il secondo giallo di Cesar e la superiorità numerica mette le ali ai biancocelesti. Entra Sardo per Inglese, il Chievo si arrocca, Pioli inserisce Klose per Milinkovic. La scossa la dà Candreva che si guadagna con tanto mestiere e l’errore dell’arbitro un rigore quasi inesistente (a velocità normale era apparso netto) e poi lo trasforma con freddezza. A quel punto l’assalto è totale, Pioli getta nella mischia anche Felipe Anderson (fuori Konko), il modulo resta uguale ma a fare il terzino destro c’è Antonio Candreva, in pratica è una difesa a due visto che il terzino a sinistra è Lulic mentre Maran si chiude ancora di più con Frey, esce Birsa.

DELIRIO CATALDI – Al 71’, un segno del destino questo minuto, all’ennesima mischia, il giovane regista pesca il jolly, calcia benissimo da fuori e infila Bizzarri. La corsa sotto la Nord quasi deserta per il primo gol in serie A gli vale il cartellino giallo ma da quel momento in poi la sua prestazione sale di tono. Candreva fa 3-1 su assist di un buon Felipe Anderson: gara finita? Mai con la Lazio, M’Poku imbecca Paloschi che si guadagna rigore e rosso a Radu. Berisha ferma il tentativo di rimonta del Chievo con un prodigio che evita a Pioli la sofferenza finale con un solo difensore in campo Bisevac e Parolo arretrato accanto a lui per colpa di alcuni cambi forse affrettati. Keita cala il poker all’ultimo contropiede con Candreva bravo a mandare in rete il compagno dopo aver messo da parte il suo proverbiale egoismo. E così alla fine i quindicimila dell’Olimpico si stropicciano gli occhi per un 4-1 che rilancia le ambizioni della Lazio in campionato. La strada è molto lunga ma almeno stavolta nessuno si è voluto arrendere al solito gol incassato all’inizio confezionando un’altra rimonta dopo quella di Bologna.

IL TEMPO