Inter, Thohir: “Possiamo competere con la Juve. Fra 2 anni fra i 10 più forti al mondo”

Erick Thohir

Vincere ma tenendo i conti a posto. È questa la linea che Erick Thohir ha intrapreso sin dal suo arrivo all’Inter e che continua a portare avanti. Il magnate indonesiano sogna di riportare in alto i colori nerazzurri ma senza follie, “preferisco dare equilibrio alla squadra con interventi mirati”, confessa in un’intervista a La Stampa. Certo, con la finale Champions del 2016 a San Siro è inevitabile sognare in grande. “Tutti noi conosciamo la storia dell’Inter, in due anni vogliamo tornare tra i dieci club più forti al mondo – assicura -. Sul campo dobbiamo dare continuità con la presenza in Europa, e stiamo andando in questa direzione. Fuori, invece, serve una forte struttura manageriale. E anche qui ho scelto le persone giuste”.

rinnovi importanti — I presupposti per fare bene, insomma, ci sono. Vero è che la Juve oggi è davanti, eppure “se guardiamo a questo inizio di campionato direi che possiamo tranquillamente competere con loro. Ma il nostro obiettivo è migliorare il quinto posto, certo che vincere lo scudetto non sarebbe poi male…”. Detto che da Icardi, Palacio e Osvaldo si aspetta almeno dieci gol a testa, Thohir non pensa a grossi investimenti per un top-player, “piuttosto vorrei dare tranquillità ai giocatori con alcuni rinnovi importanti di giocatori come Icardi e Kovacic. Non sono il tipo che si fa prendere dal panico e, magari, compra senza una logica. Sono convinto che serva la programmazione”.
campionato a 18 squadre — Per quanto riguarda poi la situazione del calcio italiano, sostiene Thohir, “mi aspettavo di trovarvi in una situazione di difficoltà, bastava confrontare la differenza tra i vostri ricavi e guadagni con i top club europei. Ma sapevo anche che questo è il torneo più duro di tutti, dove non c’è nulla di scontato, il livello tecnico-tattico è molto alto, non dominano solo due squadre, ma c’è un gruppo molto competitivo”, sottolinea Thohir, dall’altro lato sorpreso in positivo dalla burocrazia, visto che “ho trovato dirigenti ben disposti alla discussione”. Serve, però, agire, a partire dalla “riforma dei campionati, perché 20 squadre sono troppe. Bisogna scendere a 18 per aumentare la competitività del campionato”. E ancora: “Rendere il prodotto calcio più ricco in tema di diritti tv, diminuire il numero delle squadre e, non ultimo aspetto, avere degli stadi adeguati alle nostre esigenze”.
La Gazzetta dello Sport