Il Tour perde Contador e torna in mano a Nibali

Contador

È un Tour spietato, ad eliminazione diretta. Uno scontro frontale tra titani, ma anche contro il destino, spesso cinico e baro.

Una settimana fa, nella tappa di Arenberg – quella del pavé – ci aveva rimesso mano e polso Chris Froome, che da favorito numero uno ha dovuto fare anzitempo le valigie e tornarsene a casa. Ieri, un’altra brutta caduta ha tolto di mezzo un altro pezzo da novanta: Alberto Contador, vincitore di due Tour, di un Giro e di due Vuelta, tornato a casa con gli occhi lucidi e le ossa rotte (microfrattura della tibia, verrà operato).
L’aveva detto ieri: «Non è un dramma perdere per un giorno la maglia gialla, l’importante è riprenderla. Guai a perdere la testa». Nibali era stato chiaro. Chiarissimo, ma tantissimi già l’avevano messo puntualmente sul banco degli imputati: «Come si fa a rinunciare alla maglia gialla. Quando la si ha, la si deve difendere anche con i denti…» e via dicendo. In verità, Vincenzo la maglia gialla l’avrebbe tenuta più che volentieri, ma alla vigilia di una tappa importante come quella di ieri non era poi un dramma lasciarla sulle spalle di Tony Gallopin, che in chiave vittoria finale paura non ne fa e un domani potrebbe anche restituire il favore.

Così, ieri, in una tappa di sei colli con un arrivo davvero duro, non ha aspettato poi molto per risistemare le cose. Sul primo vero arrivo di montagna, a La Pance des Belle Filles, il messinese ha dato un saggio della sua classe e del suo temperamento, andando prima a stoppare con i suoi compagni di squadra la pericolosissima azione del polacco Michal Kwiatkowki, maglia bianca di miglior giovane, che sin dal mattino si è buttato con il compagno di squadra Tony Martin (vincitore domenica) in una fuga che lo portava ad essere maglia gialla virtuale. Poi, con il supporto di un grandissimo Michele Scarponi (caduto in una fase calda, si rialza, insegue e torna al proprio posto al fianco di Nibali), ha ripreso Rodriguez e si è lanciato verso la vittoria di tappa e la “sua” nuova maglia gialla.

 
«È stata una giornata durissima ma per il risultato finale bellissima – ha detto nuovamente in giallo Nibali, che oggi si godrà il primo giorno di riposo -. Mi spiace tantissimo per il ritiro di Contador, io ero proprio dietro di lui e Bennati quando è finito a terra: per un attimo ho temuto di cadere anch’io».
Pratica chiusa? Anche no. Il Tour è corsa dura e logorante, soprattutto piena di trabocchetti e insidie. Certo, se Vincenzo continuerà a pedalare così, nessuno potrà dargli fastidio, ma sono in molti a voler salire sul podio e saranno in tanti a cercare in qualche modo di rendergli dura la vita. E poi ci sono gli imprevisti, che qui al Tour sono una vera costante: guasti meccanici, cadute e malattie sono all’ordine del giorno. Chiedere a Froome e Contador per avere conferma.

IL GIORNALE