Il Papa telefona a Pannella «Basta sciopero della sete»

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CITTÀ DEL VATICANO Su opposte sponde se si parla di aborto e divorzio, ma davanti alla difesa della dignità dei carcerati Francesco e Pannella la vedono allo stesso modo, hanno sensibilità simili, frutto di un percorso quasi parallelo nei penitenziari. Bergoglio da arcivescovo di Buenos Aires celebrava messe in carcere, offrendo sollievo a tanti disgraziati, ma prima ancora, da Provinciale dei gesuiti, non ha esitato a mettere a repentaglio la sua sicurezza pur di garantire una via di fuga o un nascondiglio a chi rischiava le tortura sotto il regime di Videla. E il risultato è che non solo il Papa ieri pomeriggio ha convinto lo storico leader dei radicali a interrompere un pericolosissimo sciopero della sete, ma lo ha rassicurato sul fatto che lo aiuterà a portare avanti una battaglia annosa e mai risolta, condivisibile sul piano morale e pastorale. Quando si dice la Provvidenza. 
NUMERO PRIVATO
Il copione deve essere stato più o meno il solito. Il telefono di Pannella che si mette a suonare e sul display compare «numero privato». «Pronto sono padre Bergoglio». Pannella debilitato e stanco, fino a ieri era deciso a proseguire il sentiero del Satyagraha per la giustizia, e chiedere quell’amnistia che servirebbe non solo a mettere fine alle condizioni inumane di vita nelle carceri ma anche a ottenere la cancellazione delle procedure di infrazione dell’Italia. Lo stupore iniziale di Pannella ha lasciato ben presto spazio ad una conversazione serrata e così la telefonata si è protratta per una ventina di minuti, al termine della quale si è fatto portare un caffè, accettando anche le due trasfuzioni di sangue necessarie per non far precipitare il quadro sanitario. 
A sollecitare la telefonata «umanitaria» del Papa per dissuadere Pannella a proseguire la protesta, dopo l’intervento di martedì scorso all’aorta addominale, è stata Emma Bonino che nei giorni scorsi ha informato Bergoglio dei rischi. «Cosa si siano detti precisamente non lo so!». Si e’ parlato di amnistia durante la telefonata con il Papa? «Non posso dire di si’ ma neanche di no» ha sussurrato Marco Pannella al telefono a chi lo interpellava. Il leader radicale ha riferito anche che durante il colloquio «ha accettato per riconoscenza nei confronti del pontefice di bere una tazza di caffè. Per il resto continuerò lo sciopero della sete e il Satyagraha, accettando pero’ di sottopormi a due trasfusioni di sangue nei prossimi giorni, secondo la prescrizione dei medici». Con un alleato in più nella battaglia.

IL MESSAGGERO