Evra: “La Juve vera è quella che vince. E ha un solo rivale: la Juve”

Patrice-Evra

Sette vittorie consecutive in campionato per tornare in alto, ma non basta. La Juve non si accontenta di lottare per un posto in Champions, l’obiettivo è sempre e solo uno: la vittoria. Questione di tradizione e mentalità, un po’ quello che per definizione è il DNA Juventus, incarnato alla perfezione da un giocatore di grandissima esperienza internazionale come Patrice Evra.
“IO CI CREDO” — “L’obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere. Io ci credo ancora – conferma Evra ai microfoni di Sky Sport -, credo nei miei compagni e nella società, possiamo fare qualcosa di grande. Non siamo ancora la Juve, la vera Juve è quella che vince i campionati, al momento non abbiamo ancora fatto nulla. L’avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente. Al 2016 chiedo più sacrificio e più collaborazione, il nostro obiettivo sarà raggiunto quando saremo campioni d’Italia per la quinta volta consecutiva”.

la svolta — “Non siamo più una squadra di nuovi e anziani, ma una famiglia. Dopo il Sassuolo abbiamo fatto una riunione, e parlato tutti insieme, ci siamo detti le cose che andavano fatte, senza trovare scuse. Ci siamo rimessi in discussione, e abbiamo capito l’importanza di giocare per questa società e indossare questa maglia. Era un problema psicologico: qualcosa non andava. Il Bayern? La Juve è una squadra difficile da battere, credo che il Bayern non abbia fatto i salti di gioia dopo il sorteggio”. Sull’alternanza con Alex Sandro: “Lui è migliorato molto, a me piace giocare tutte le partite, non amo troppo il turnover. Io sono più il presente che il futuro della Juventus, ma la vivo con calma. Come dicevo a Ferguson: mi riposerò a fine carriera”.
lichtsteiner — Concetti non troppo diversi da Evra quelli espressi da Stephan Lichtsteiner: “Sapevamo che sarebbe stato un altro anno difficile, anche per il cambio dell’allenatore- ha detto a Premium Sport -Non riuscivamo a segnare e subivamo gol alla prima occasione che concedevamo agli avversari. Ci siamo parlati dopo il Sassuolo ma anche senza parole avremmo fatto lo stesso questo percorso perché la squadra è forte e non sono sorpreso che siamo tornati su questi livelli. Il Bayern? Vedremo se rispetto a tre anni fa è cambiato qualcosa, difficile dirlo adesso. Loro sono molto forti e hanno un ottimo allenatore. Sarà una bella sfida”.

La Gazzetta dello Sport