E De Laurentiis si azzuffa

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L’addio al secondo posto. La rabbia di Gonzalo Higuain per l’inattesa sostituzione. L’amarezza di Rafa Benitez per quel rigore negato da Bergonzi (contatto Zapata-Mirante) che avrebbe potuto cambiare il match. E poi, finale increscioso, il contatto ravvicinato tra il presidente Aurelio De Laurentiis davanti al Tardini con un tifoso del Napoli, reo di avergli rivolto frasi inopportune, documentato dalle telecamere della Rai.

Scontro Mentre il Napoli esce dal campo col capo chino, nel piazzale antistante la tribuna centrale succede l’inverosimile. Proprio il presidente del Napoli, nervoso per il k.o., reagisce agli sfottò di un tifoso, qualche istante dopo aver manifestato il proprio stato d’animo in fondo alla partita: «Non sono né deluso né arrabbiato», dice ai microfoni della Rai, mentre si appresta a salire sul pullman della squadra. Poi, irretito, straripa come un fiume in piena: un tifoso azzurro prima lo rincorre, poi lo scherza dopo la sconfitta: «Ma io, caro presidente, voglio vincere non solo con la Juve, voglio vincere sempre…». E lui, il massimo dirigente, a quel punto non ci vede più ed entra duro sull’avversario. Lo prende per il colletto della camicia e lo spinge all’indietro: «Che c… o vuoi da me? Come ti permetti…». Quel tifoso troppo invadente che voleva chiarimenti sul rendimento del gruppo e fors’anche sul mercato in entrata, passa qualche momento di paura, fino a quando non intervengono gli steward per placcare De Laurentiis e riportare la calma. Ma calmo il presidente non è.

Amarezza Il possibile record di dieci vittorie in trasferta evapora in un Tardini che si trasforma in un sambodromo: la musica del Carnevale di Rio scandisce la gioia di Marco Parolo, mentre gli azzurri, scossi, perdono all’improvviso le loro certezze. Come una secchiata di acqua fredda. Chiusa la lotta per il 2°posto: la Fiorentina non può per il momento agitare le notti del tecnico spagnolo (a 9 punti di distanza). Che adesso potrà tenersi stretta almeno la Champions e la seccatura dei preliminari e preparare la finale di Coppa Italia, ultima chance di trofeo alla prima stagione a Napoli.

Calo evidente Dall’esaltazione post-Juve all’amarezza di Parma. La flessione della squadra di De Laurentiis si legge pure nei numeri e nelle statistiche, se è vero che la media punti si sta lentamente assottigliando: da 2,21 punti a partita alla 19a, si è ridotta adesso a 2 punti a gara a 6 giornate dalla fine: la Roma, per dire, viaggia a 2,38. E nel dopo gara più animato che si ricordi nella storia recente dell’universo Benitez dà la sua versione: «Io e De Laurentiis ci siamo dispiaciuti per il primo tempo, abbiamo avuto occasioni e le abbiamo sbagliate. Higuain nervoso al cambio? Io devo fare la mia scelta, Duvan ha dimostrato voglia di vincere, io ero attento alla partita, non ho visto i gesti di rabbia di Gonzalo. Il contatto Zapata-Mirante? Non dico niente. Abbiamo una squadra di qualità con punti di forza e debolezze, dobbiamo provare a far meglio e stavolta non ci siamo riusciti. Io demoralizzato? No, per me finora resta una stagione magnifica».

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