Doppio Menez, Udinese k.o. Il Milan torna alla vittoria

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Il Milan batte l’Udinese 2-0. La vittoria in questo stadio mancava a Pippo da quasi due mesi, se bisogna risalire al 2-0 con il Chievo di inizio ottobre. E alla vigilia l’allenatore era stato chiaro: “La vittoria è l’unico risultato possibile”. Questo il sistema scelto da Inzaghi per provare a rendere operativo il proposito: 4-3-3, con Honda riproposto dall’inizio a destra e El Shaarawy sull’altra corsia. E la maglia da titolare offertagli da Inzaghi era un modo per tentare di cancellare l’erroraccio del derby. Tra i due suggeritori c’è Menez e non Torres: ieri Pippo ha rimarcato il dettaglio, il francese non è un falso nove ma un centravanti verissimo. Per Fernando ora c’è una gerarchia da scalare: è chiaro come il tecnico preferisca un sistema in cui lui non fa la parte dell’uomo chiave. Dall’altra parte c’è il fischiatissimo (dal pubblico milanista di San Siro) Stramaccioni che poggia il suo impianto sul bicentenario Di Natale: lo sostiene con Kone e Thereau.
GOL FANTASMA — Il primo tempo è tutto milanista, e sono bravi gli attaccanti; Menez arriva un paio di volte alla conclusione (una, in diagonale, va vicinissima al gol), El Shaarawy corre ancora di più: si sbatte, copre e riavanza, se ne va pure in slalom, manca solo il colpo del k.o. E anche Honda partecipa all’avanzata: dei tre è però il più bloccato in area, impreciso e macchinoso in più di una circostanza. Il gol così arriverebbe con la testata di un difensore, Rami, su angolo di Bonaventura, al 17′: il francese stacca e angola, Karnezis ribatte quando il pallone sembra aver interamente varcato la linea di porta. Sembra, appunto: le immagini tv mostrano tanto ma non tutto.
Si vede che la palla è dentro almeno per il 90 per cento, resta però un minimo dubbio legato a una porzione di sfera, nelle inquadrature coperta dal palo. Valeri, arbitro della sfida, non può vedere e l’assistente di porta Massa non ne richiama l’attenzione. L’effetto resta quello del gol fantasma, fatto e non riconosciuto, anche se non si arriva agli estremi di Muntari contro un’altra bianconera, la Juve. Le prime analisi al computer, diranno che la palla non è entrata completamente. Ma prima Galliani in tribuna solleva lo sguardo ai monitor e si infuria, Pippo fa lo stesso in campo, anche con ampi gesti al quarto uomo. L’Udinese aveva concesso tutto questo, lasciando campo al Milan e la quasi totale libertà di attaccare: troppo schiacciata la squadra di Strama, per nulla aperta alla fase d’attacco.
RIGORE — Altro caso da moviola in apertura di ripresa, qui in favore ospite: Armero aggancia il piede di Badu in area, il contatto c’è e il rigore di conseguenza (anche se nessuno dell’Udinese protesta). Altra bufera: traversone di Armero, torre di Bonaventura, la palla arriva a Honda (leggero controllo con il braccio) che è marcato e steso da Domizzi (rosso diretto). Anche qui il contatto c’è ma non sembra così deciso (Honda cade appena si sente toccare): gli altri protestano (Danilo viene ammonito) ma Valeri non cambia idea (qui sostenuto dall’assistente di porta Pairetto). Dal dischetto segna il centravanti Menez, sesto gol in campionato. La reazione di Strama? Di Natale fuori, dentro Pasquale. Poi è ancora Valeri protagonista: fa pari negli uomini in campo con il rosso (doppio giallo) a Essien, per una manata ad Allan (altro gesto non proprio evidentissimo). E mentre lo stadio invoca il gol di El Sha, alla mezz’ora è ancora Menez che chiude la partita, azione personale conclusa con lo stadio che esulta. Più tardi anche per il ritorno in campo nei minuti finali di Riccardo Montolivo a sei mesi dal grave infortunio.
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