Dall’Eurogruppo disco verde al piano di Atene Dubbi Bce e Fmi

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Nonostante i dubbi del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea, l’Eurogruppo ieri ha confermato la decisione di prolungare di quattro mesi il programma di salvataggio per la Grecia, dopo che Atene ha fornito una lista di riforme in linea con le richieste dei creditori per continuare a beneficiare degli aiuti internazionali. L’elenco di misure presentata dal governo di Alexis Tsipras è «sufficientemente completa per essere un valido punto di partenza», hanno detto i ministri delle Finanze della zona euro, dopo una riunione in teleconferenza: governi e parlamenti possono «andare avanti con le procedure nazionali» per consentire che il programma di salvataggio sia prorogato oltre il 28 febbraio. La Borsa di Atene ha salutato l’accordo con un balzo di quasi il 10%, mentre il differenziale di rendimento tra i titoli decennali greci e i Bund tedeschi è sceso a 799 punti base. Anche lo spread sui Btp si è ridotto a 108 punti. Ma le scadenze finanziarie immediate della Grecia e le obiezioni sollevate da Fmi e Bce indicano che la crisi potrebbe ripresentarsi già nelle prossime settimane. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha chiesto ai suoi parlamentari di approvare venerdì l’estensione degli aiuti, ma ha avvertito che «la vicenda non è affatto chiusa».
LE PROSSIME MOSSE
Con le casse quasi vuote, a causa di un crollo delle entrate fiscali da inizio anno, il governo Tsipras rischia una crisi di liquidità tra marzo e aprile, quando dovrà rimborsare 1,9 miliardi all’Fmi e rinnovare 7 miliardi di titoli a breve scadenza. Per ora, l’unica conseguenza pratica dell’accordo di ieri è che consente alla Bce di tenere aperto il rubinetto della liquidità di emergenza alle banche. La decisione dell’Eurogruppo, invece, non permette ancora di sbloccare gli aiuti europei: 1,8 miliardi di prestiti e 1,9 miliardi di profitti realizzati dalla Bce. «Ci sono necessità finanziare nei prossimi due mesi», ma l’esborso ci sarà solo se la Grecia rispetterà le condizioni poste dal programma di assistenza su riforme e risanamento, ha ricordato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijssembloem. Una decisione non dovrebbe arrivare prima della fine di aprile. Anche le risorse dell’Fmi sono congelate in attesa del completamento della cosiddetta review (revisione, ndr) del programma, con cui i creditori verificano il rispetto degli impegni assunti dai greci.
La quinta review della Grecia è bloccata dalla scorsa estate. Per sbloccare gli aiuti serve l’accordo unanime di Commissione, Bce e Fmi. «Prendiamo nota che gli impegni delineati dalle autorità greche differiscono dagli impegni dell’attuale programma in un certo numero di settori», ha spiegato Mario Draghi in una lettera all’Eurogruppo, sottolineando como ci siano «lacune». Secondo la direttrice del Fondo monetario, Christine Lagarde, la lista greca è «ampia ma non molto dettagliata». Sulle questioni «più importanti» la lettera della Grecia «non fornisce chiare assicurazioni che il governo intende portare avanti le riforme previste dal memorandum», ha scritto Lagarde, sottolineando le falle sulle riforme delle pensioni e dell’Iva, sulle liberalizzazioni, sulle privatizzazioni e sul mercato del lavoro. «Le discussioni su un completamento della review», e dunque lo sblocco degli aiuti finanziari, «non possono essere confinate all’interno del perimetro delineato nella lista del governo Tsipras», ha avvertito Lagarde. Atene spera di superare le scadenze sul debito di marzo e aprile, ottenendo il via libera dai creditori per aumentare le emissioni dei titoli a breve scadenza (T-Bill). Ma, secondo Dijssembloem, la decisione della Bce di mettere un tetto all’acquisto di T-Bil da parte delle banche greche per «ragioni di stabilità» è stata «saggia».

Il Messaggero