Borse euforiche, Milano balza del 3,7% e l’euro ai minimi sul dollaro dal 2005

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Borse europee a passo di carica spinte delle parole di Mario Draghi. I mercati guardano con sempre maggior convinzione alla possibilità che nella riunione della Bce, in programma per il prossimo 22 gennaio, l’Eurotower disporrà il lancio di un Quantitative easing per fronteggiare il dato negativo dell’inflazione che a dicembre ha fatto registrare nell’Eurozona un preoccupante -0,2%. Così, dopo che gli ultimi due tentativi di rimbalzo nelle precedenti sedute si erano dispersi in un nulla di fatto, ieri i listini hanno allungato con decisione nel corso della seduta chiudendo tutti in territorio positivo.
I NUMERI
In questo contesto, Milano ha guidato il gruppo azzerando il tonfo di lunedì scorso: il Ftse Mib ha chiuso con un rialzo del 3,7% a 18.791 punti. A ruota Parigi in crescita del 3,6%, Francoforte del 3,3% e Londra in progresso del 2,3%. A Piazza Affari sono state gettonate in particolare le azioni delle banche, visto che proprio gli istituti sarebbero i più favoriti da una eventuale operazione di acquisto di titoli di Stato.
Le quotazioni di Mps sono balzate in avanti del 12,4%, dopo l’annuncio che Santander ha varato un aumento di capitale da 7,5 miliardi (anche se indirettamente smentito dagli spagnoli a Borsa chiusa). I trader hanno subito ipotizzato che il rafforzamento patrimoniale potrebbe servire a sostenere le mire espansionistiche dell’istituto che quindi potrebbe comprare una quota in Rocca Salimbeni, banca con la quale ha un rapporto di lungo corso: anni fa le aveva ceduto Antonveneta per 9 miliardi di euro. Banco Popolare ha messo a segno un rialzo del 5,1%, Intesa Sanpaolo del 5,5% e Bper del 5%. Sono salite del 4,1% le Bpm, del 4,2% le Ubi e del 4,8% le Unicredit. Fuori dal paniere principale, Carige ha guadagnato un ulteriore 8,2%, portando i guadagni da inizio anno sopra il 20%. Tra le azioni a maggiore capitalizzazione sono volate del 5% le Finmeccanica. Secondo gli operatori il supporto in Borsa è fornito in primo luogo dai nuovi contratti annunciati due giorni fa dal gruppo e stimati complessivamente in circa 2,6 miliardi: il contratto principale riguarda la fornitura a Rosneft di elicotteri civili AgustaWestland per un ammontare non reso noto dalla società ma stimato in circa 2 miliardi di euro.
In secondo luogo, alcune indiscrezioni parlano di una stretta sull’operazione di cessione degli asset dei trasporti che passerebbe anche da un incontro lunedì 12 a Roma tra l’ad Mauro Moretti e i vertici di Insigma. In evidenza anche Eni che ha guadagnato il 3,9%. Soltanto un titolo in rosso sul paniere principale, quello di Yoox (-1,9%), in scia alle turbolenze che hanno investito altri titoli del settore lusso. Bene infine Campari (+4,1%) oltre ad Autogrill (+4,6%). Telecom Italia è balzata del 2,8%: ieri il numero uno Marco Patuano ha discusso con l’ad di F2i, Renato Ravanelli, della possibilità di un investimento in Metroweb.
LO SCENARIO
L’attesa per le mosse della Bce ha fatto scendere ancora la quotazione dell’euro nei confronti del dollaro: per la prima volta dal 2005 la moneta unica ha infranto al ribasso la soglia di 1,18 dollari. Segnali di stabilizzazione dello spread Btp-Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi è tornato in area 133 punti base, con il rendimento del Btp decennale che è ridisceso all’1,84%.
L’altro tema del momento è il petrolio il cui prezzo si è stabilizzato dopo un inaspettato calo delle riserve settimanali Usa. Alla chiusura dei mercati europei, i future sul Wti quotavano 49 dollari, dopo essere scesi martedì scorso sotto 47 dollari. I future sul Brent oscillavano invece sulla soglia di 51 dollari. A New York, Wall Street ha confermato il rimbalzo della vigilia: il Dow Jones ha guadagnato l’1,80% mentre ancora meglio ha fatto il Nasdaq: più 1,84%.

Il Messaggero