Banche, Renzi: “Chi strumentalizza la morte delle persone mi fa schifo”

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“Chi pensa di strumentalizzare la vita delle persone deve fare pace con se stesso, ma chi pensa di strumentalizzare la morte delle persone personalmente mi fa schifo. Le polemiche politiche si fanno a viso aperto”. Così il premier Matteo Renzi alla Leopolda parlando della polemica sulle banche che coinvolge anche il suo ministro Maria Elena Boschi. Il riferimento è al drammatico caso di Luigino D’Angelo, che si è tolto la vita dopo aver perso tutti i risparmi investiti in boind ad alto rischio in seguito al decreto salva-banche.

Poi la difesa della Boschi: “Chi parla di favoritismo sta insultando persone perbene. Nessun favoritismo del governo”. E l’attacco alla Lega: “Quello che è accaduto negli ultimi 10 anni nelle banche è sotto gli occhi di tutti, e c’è stata anche qualche ‘banca di partito’, anche se qualcuno fa finta di dimenticarsene, e quella banca è rimasta al verde”.

In ogni caso, continua il capo del governo, “non abbiamo scheletri nell’armadio, e diciamo sì alla commissione di inchiesta sulla vicenda. E comunque “Quel decreto lo rifarei domattina”, perché senza il decreto “avremmo un milione di conti correnti chiusi e avremmo 7mila licenziati. Non prendiamoci in giro, la verità è più forte delle chiacchiere”. Poi “chi ha truffato sarà individuato, e chi ha sbagliato pagherà. Non ci sono mai stati intoccabili”.
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Padoan alla Leopolda. Dal palco della Leopolda parla intanto il ministro Pier Carlo Padoan. “Per favore smettiamola con lo sciacallaggio”, risponde a chi gli chiede se Maria Elena Boschi dovrebbe dimettersi per conflitto di interessi. Poi si sofferma sul ruolo del governo: “Il sistema bancario italiano – dice Padoan – è grande e solido: in Germania 250 miliardi di soldi pubblici alle banche, in Italia no. Ci sono quattro nuove banche che hanno preso il posto delle banche che erano in difficoltà e queste hanno i conti puliti. Questo è il vero dato, non pretestuosità”. “Al di là delle pretestuosità” il provvedimento del governo cosiddetto salva-banche ha portato “quattro nuove banche con i bilanci puliti, ha salvato un milione di depositanti, 12 miliardi di depositi, 200mila imprese con crediti, 6000 lavoratori del sistema bancario”. “Detto queste ci sono responsabilità diffuse e saranno valutate e saranno presi provvedimenti per evitare che queste cose accadano ancora”.
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Il ministro riceve i manifestanti. Una delegazione di cinque persone, in rappresentanza dei risparmiatori che protestano per gli effetti del dl salva-banche, sta incontrando, alla Leopolda, il ministro dell’Economia Padoan. Già ieri era emersa la disponibilità del governo a parlare con i manifestanti che stamattina, in una cinquantina, hanno organizzato una protesta ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine a qualche centinaia di metri dalla Leopolda. “Chi ha la responsabilità paghi” recita uno dei cartelli esposti dai manifestanti, molti dei quali spiegano di aver votato Pd ma “non lo rifaremo”. Della delegazione degli obbligazionisti vittime del salva-banche fanno parte la portavoce Letizia Giorgianni, tre correntisti di Banca Etruria e uno di Cari Ferrara.

La mozione di sfiducia M5S. “Il M5S depositerà nei prossimi giorni una mozione di sfiducia per il ministro Boschi”. Lo annuncia Alessandro Di Battista a “L’Intervista” di Maria Latella su Sky Tg24. “Non vogliamo – spiega – che ci siano ministri in conflitto di interessi rispetto a banche favorite da provvedimenti del governo”. Il deputato punta il dito sul decreto legge che ha trasformato le Popolari in Spa. “Il ‘Giglio magico’ era informato o no del dl che ha permesso l’aumento di valore delle azioni di Etruria? Si gioca sulle leggi per favorire chi è vicino al governo. Si chiama conflitto di interessi. Abbiamo una banca in cui la famiglia Boschi ha interessi e lo stesso ministro era azionista. Se ha però o meno guadagnato lo scopriremo quando pubblicheranno il loro patrimonio. Potrebbero aver acquistato azioni prima di trasformare la popolare in Spa per poi rivenderla. Dobbiamo capire se qualcuno ha speculato”. L’esponente M5S attacca poi Consob e Bankitalia. “Che fine hanno fatto? In un Paese normale i vertici di Consob e Bankitalia, nominati dal Governo Berlusconi, dovrebbero dimettersi”.

Berlusconi. Dal caso banche “c’è il pericolo di un crollo di fiducia con conseguenze imprevedibili, una spirale negativa che potrebbe somigliare in piccolo a quella generata dal fallimento della Lehman Brothers”. Così Silvio Berlusconi in collegamento con Congresso dei Popolari per L’Italia, sottolineando come, finora “banca voleva dire sicurezza”.

Saviano e il caso Boschi. A fare esplodere il caso Boschi è stato un intervento di Roberto Saviano che ha chiesto le dimissioni del ministro delle Riforme per conflitto di interessi. Quasi tutte le opposizioni (M5S, Sel, Fi, ad eccezione della Lega), hanno condiviso la posizione dello scrittore. Tutto il Pd (compresa la sinistra dem), alcuni ministri (Pinotti, Franceschini, Giannini), Ncd, e la Cgil hanno difeso il ministro. A quel punto Saviano ha insistito: “Se il ministro Boschi dovesse rifiutare spiegazioni, restando al suo posto nonostante il pesante coinvolgimento della sua famiglia in questa gravissima vicenda, vorrà dire che nulla è cambiato, la Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati”.

La Repubblica