Aereo scomparso: due nuovi segnali dall’oceano

Nuova pista per aereo sparito, 2 oggetti in mare

Ascoltati nell’Oceano Indiano due nuovi segnali dell’aereo scomparso. Li ha captati ieri la nave australiana Ocean Shield. Il primo è durato due ore e venti minuti e il secondo tredici minuti. Le rilevazioni sono state effettuate a 1.650 chilometri a nordest di Perth. Altri due «ping» sono stati captati poco lontano dalla nave cinese «Haixun 01». «I segnali sono compatibili con quelli emessi dalle scatole nere dei jet», ha spiegato Angus Houston, coordinatore del team internazionale che sta cercando il volo MH370 della Malaysia Airlines, sparito l’8 marzo scorso sulla rotta tra Kuala Lumpur e Pechino con 239 persone a bordo.

Rilevazioni nello «spicchio» di oceano tra l’Australia e le isole Chagos erano già state effettuate dai soccorritori con gli idrofoni già sabato scorso. Il primo ministro malese Mohammad Najib Razak ha telefonato al premier australiano Tony Abbott per avere chiarimenti sulle nuove rilevazioni ascoltate. I «ping» rimbalzati dal mare, è stato accertato, arrivano da una profondità di 4.500. Ma non è ancora sicuro se siano quelli del Boeing 777 scomparso. Malaysia Airlines ha esortato tutte le parti interessate «a trattare queste informazioni in modo responsabile per dare il tempo alle autorità di condurre ulteriori verifiche». «Dobbiamo essere cauti a trarre conclusioni», ha sottolineato il premier Abbott. «Siamo fiduciosi che ci potranno essere sviluppi positivi nei prossimi giorni». A farlo capire c’è anche l’arrivo dei familiari dei 227 passeggeri e dei dodici membri dell’equipaggio a Perth, dove fa capo il pool dei soccorsi. Accanto ai segnali captati, tra le onde sono affiorati più di trecento oggetti. C’è forse qualcosa che i parenti dei passeggeri potrebbero riconoscere? Nessuno si è sbilanciato su questo punto. «Non siamo ancora sicuri quando partiranno», si è limitato a dire il Ministro dei Trasporti malese Hussein Hishammuddin. «Stiamo prima di tutto cercando i resti del naufragio e la scatola nera». Scatola nera che entro poche ore potrebbe esaurire le batterie. Decriptare i dati raccolti dal registratore di volo e dal registratore delle conversazioni nella cabina di pilotaggio è fondamentale per gli investigatori per comprendere come mai 48 minuti dopo il decollo il B777 abbia invertito la rotta, spento il trasponder e riprogrammato il computer di bordo andando a finire nel bel mezzo dell’Oceano Indiano. Dirottamento, sabotaggio e suicidio di uno o di emtrambi i piloti sono le piste su cui si sta indagando. Mentre le ricerche proseguono anche sulla superficie dell’oceano con dodici aerei e quattordici navi in tre zone diverse, una delle quali corrisponde a quella in cui sono stati rilevati i i segnali, l’amministratore delegato della compagnia aerea, Ahmad Jauhari Yahya, ha fatto sapere che «ci vorranno sei mesi per recuperare l’immagine di Malaysia Airlines e il giro d’affari perduto».

 IL TEMPO