CASO MALAGÒ – Martedì 6 ottobre la Giunta del Coni e poi il Consiglio voteranno sul caso tesseramento, il nodo che mette in discussione l’elezione di Giovanni Malagò alla guida della Figc, arrivata il 22 giugno con il 68,58% dei voti. I pareri chiesti dalla Federcalcio e quelli commissionati dal Coni portano a conclusioni opposte: per il giurista Ruperto, interpellato dalla Figc, l’elezione è ormai “intangibile”.
Malagò, sedici giorni e un cambio di rotta
Il mandato di Malagò è partito in salita. Dopo le dimissioni di Gravina per la mancata qualificazione ai Mondiali, l’11 luglio il nuovo presidente ha affidato l’area tecnica a Paolo Maldini, affiancato da Leonardo. Sedici giorni dopo i due hanno lasciato, a seguito dello stop alla candidatura di Andrea Pirlo per il contratto con il provider russo di scommesse Fonbet. Malagò ha parlato di una separazione consensuale, assumendosi la responsabilità della scelta. Poi è arrivato Roberto Mancini come ct, con Claudio Ranieri direttore tecnico.
Sulla sequenza il giudizio di Franco Melli a Radio Radio Lo Sport è netto: “Dal punto di vista etico è orribile quello che hanno fatto“. E ancora: “In 3 ore ha cacciato Maldini, Leonardo, Pirlo“. Il dubbio riguarda la correttezza dell’intero percorso, e l’opinionista lo pone in diretta ai nostri microfoni: “Ma ti sembra regolare tutto quello che è accaduto?“
Dal ct al Campidoglio
Mancini aveva lasciato la Nazionale nell’agosto 2023 per la panchina dell’Arabia Saudita ed è tornato a luglio. È su questo punto che Franco Melli alza il tono: “Ti puoi presentare con Mancini che ha tradito gli italiani?“.

Nel ragionamento rientra anche la polemica sul premio a Wanna Marchi e alla figlia Stefania Nobile, consegnato il 23 settembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, durante una cerimonia organizzata da una casa editrice privata. Un episodio che per Melli pesa quanto il resto: “hanno premiato Wanna Marchi e la figlia. E questa è l’Italia?“.
Il filo, a suo giudizio, è quello di un sistema che si chiude su se stesso: “Certi posti, anche chi ha le qualità, i numeri, le cose, non entra mai perché gira gira non cambia mai niente. Gattopardeschi!“.
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