Bomba Nazionale, Guardiola nuovo CT? ▷ “Sicuri sia la scelta giusta?”

GUARDIOLA NUOVO CT DELLA NAZIONALE?L’Italia prova il colpaccio. Sarebbe in corso, infatti, un tentativo concreto per affidare la panchina della Nazionale a Pep Guardiola. Secondo quanto rivelato da Sky Sport, Paolo Maldini e Leonardo hanno trascorso lo scorso weekend a Barcellona incontrando personalmente l’ex allenatore del Manchester City per illustrargli il progetto di rilancio del calcio azzurro.

L’obiettivo della FIGC non sarebbe limitato alla scelta del nuovo commissario tecnico. Al centro del colloquio, infatti, ci sarebbe un piano più ampio, destinato a ridisegnare il futuro della Nazionale italiana, con Maldini nel ruolo di direttore tecnico e Leonardo come figura di raccordo. Guardiola sarebbe affascinato dalla visione illustrata dall’ex capitano del Milan, nei confronti del quale nutre una profonda stima.

La risposta del tecnico catalano è attesa nelle prossime ore. Secondo le indiscrezioni, sul tavolo sarebbe stato presentato un contratto quadriennale. Restano, però, da superare ostacoli importanti, a partire dagli aspetti economici e dalla volontà dello stesso Guardiola, che dopo l’addio al Manchester City aveva manifestato l’intenzione di concedersi un periodo lontano dalle panchine.

In Federazione prevale comunque un cauto ottimismo. L’incontro viene considerato un segnale della volontà di aprire un nuovo ciclo puntando su una figura di caratura mondiale. In caso di fumata nera, restano vive le candidature di Andrea Pirlo e Roberto Mancini, con il primo indicato da diverse fonti come principale alternativa. Ma, almeno per il momento, il sogno azzurro ha un solo nome: Pep Guardiola.

“Siete sicuri che Guardiola sia il nome giusto per ripartire?”

Tra le voci più prudenti c’è quella di Alessandro Vocalelli, intervenuto a Radio Radio Lo Sport. Il giornalista ha invitato a non lasciarsi trascinare esclusivamente dal fascino del nome di Guardiola: “Ho delle perplessità su Guardiola. Non è detto che un grandissimo allenatore sia poi un buon CT. Prima di svenarmi per lui ci penserei bene“.

Un’osservazione che richiama le profonde differenze tra il lavoro quotidiano di un allenatore di club e quello di un commissario tecnico, chiamato a incidere con tempi ridotti e un numero limitato di raduni.

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