La Germania ha registrato nei giorni scorsi un clamoroso flop nel suo folle progetto di reclutamento in vista della possibile guerra contro la Russia di Putin, innalzata a nemico numero uno dell’Occidente e ormai del tutto simile a quel Goldstein di cui narra George Orwell in 1984. Benché l’invito al reclutamento, se così vogliamo appellarlo, sia stato inviato a centinaia di migliaia di cittadini teutonici, solo in 500 hanno risposto all’invito. Un numero decisamente e innegabilmente basso.
Con tutta evidenza si tratta di una palese e sonante sconfitta dei deplorevoli sogni di guerra dell’Unione Europea, tempio vuoto che santifica il turbocapitale finanziario. E in questo caso è anche un fallimento evidente del cancelliere teutonico Merz. Le cosiddette piazze a sostegno del riarmo, il Rearm Europe, e la martellante propaganda bellicistica mobilitata senza criterio in questi mesi non hanno prodotto i risultati auspicati dagli immarcescibili euroinomani delle brume di Bruxelles, i quali euroinomani si sono adoperati in ogni guisa per orientare l’opinione pubblica ampiamente manipolata di modo che essa desiderasse la guerra e fosse magari anche pronta a spendersi in prima persona per condurla.
La voragine tra l’oligarchia neoliberale e il popolo europeo
Ciò significa che, a conti fatti, gli europei, e in questo caso i teutonici, non vogliono la guerra e non sono disposti a immolarsi per i sacri valori dell’Unione Europea, vale a dire per lo spread e per il fiscal compact, per l’arcobaleno, lo Shoah e la cancel culture.
Oltretutto questa vicenda suffraga una volta di più una tesi che personalmente vado sostenendo da diverso tempo: si è prodotta ormai una vera e propria voragine che separa sideralmente i desiderata del blocco oligarchico neoliberale saldamente sulla plancia di comando, e le masse nazionali popolari europee, voglio dire il popolo degli abissi che, schiacciato sotto il tallone di ferro, subisce passivamente le decisioni che la plutocrazia neoliberale sans frontières prende a proprio beneficio esclusivo, ogni volta oltraggiando, umiliando e suppliziando le già ilotizzate masse nazionali popolari europee.
Le quali ormai si trovano a subire quotidianamente sulla propria carne viva quella demofobia, ovvero quell’odio verso il popolo che sembra contrassegnare le politiche tanto della destra neoliberale quanto della sinistra neoliberale, ovvero dei due partiti, o se preferite delle due aree politiche, che dietro la finta alternanza mantengono sempre comunque in auge l’ordine neoliberale.
RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego Fusaro










