In un suo recente intervento, Enrico Mentana, direttore del TG di La7 e fondatore del rotocalco turbomondialista Open, ha criticato in maniera acerrima il Partito Democratico. Ha sostenuto, tra l’altro, che esso non possiede un’idea di futuro.
Condivisibile nell’essenziale la critica mobilitata da Mentana, ma è d’uopo precisare che la situazione è ancora più grave, se mai è possibile, di come Mentana l’ha descritta.
L’idea di futuro del PD: il dominio dell’ordine neoliberale
Il Partito Democratico, infatti, un’idea di futuro purtroppo ce l’ha, ed è letteralmente abominevole. È l’idea di un futuro totalmente amministrato dall’ordine neoliberale, in cui saranno definitivamente estinti i popoli e le nazioni, gli stati e l’idea stessa di seconda natura, il kata physin messo a tema da Aristotele.
L’idea di futuro promessa e promossa dal Partito Democratico coincide allora in toto con quella che gli araldi della globalizzazione turbocapitalistica stanno con successo e con zelo realizzando nel quadrante occidentale del mondo e, come se non bastasse, in tutte le aree già passate imperialisticamente sotto la sua dominazione.
La sinistra fucsia, l’alleata del blocco oligarchico neoliberale
Anche da questo aspetto si evince con limpido profilo l’oscena connivenza della sinistra fucsia, ovvero della sinistra chic, con l’ordine iniquo della globalizzazione neoliberale sans frontières. Avendo abbandonato del tutto la sacrosanta lotta per il lavoro e contro l’imperialismo, la sinistra, passata dal rosso al fucsia, dalla falce e martello all’arcobaleno, è divenuta ciò contro cui un tempo combatteva. E di più ha assunto lo sguardo di chi in alto ci odia, dando luogo a un presepe surreale di guerriglieri arcobaleno e di ecologisti neoliberali, di pretoriani dei capricci di consumo spacciati per diritti e di vessilliferi delle ragioni della globalizzazione liberal-finanziaria.
Avendo rinnegato Marx, Gramsci e le ragioni degli oppressi, la sinistra fucsia liberale arcobalenica è divenuta la più preziosa alleata del blocco oligarchico neoliberale, voglio dire del sinedrio liberal-finanziario, a cui ha ceduto testa e cuore. È quasi riuscita a scavalcare la destra stessa nella difesa a oltranza e senza limiti degli interessi dei gruppi dominanti, voglio dire degli happy few della globalizzazione neoliberale.
Il divorzio tra sinistra e popolo è sotto gli occhi di tutti, e questa, non altra, è la ragione dell’emorragia di consensi che la sinistra sta ormai registrando da tempo.
Sotto questo riguardo, parafrasando Mentana, la situazione è più tragica del previsto. Il Partito Democratico un’idea di futuro ce l’ha, ed è proprio quella a spaventarci.










