Un’alluvione tra Tibet e Nepal ha spazzato via interi villaggi. Si stimano 270 morti e le persone disperse risultano ben 1300: 579 turisti, di cui 393 stranieri – 90 gli italiani registrati tra Tibet e Nepal secondo la Farnesina. L’istituto geologico statunitense ha dichiarato che il disastro è stato innescato da una scossa di terremoto di magnitudo 5.2, che ha provocato una frana nella contea cinese di Gyirong e la conseguente esondazione del fiume Bhote Koshi verso il territorio nepalese.

La Farnesina ha attivato l’Unità di Crisi in raccordo con l’Ambasciata a Pechino e il Consolato Onorario a Kathmandu. Due connazionali coinvolti nell’area sarebbero stati evacuati in buone condizioni. Sul fronte cinese, il presidente Xi Jinping ha ordinato la mobilitazione straordinaria dei soccorsi, mentre il premier Li Qiang si è recato personalmente nell’area di Gyirong per coordinare le operazioni. Le squadre di emergenza segnalano difficoltà di accesso alla zona, ostruita da uno spesso strato di sedimenti che rallenta i soccorsi, con le ricerche dei dispersi ancora in corso.

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