LAZIO – Claudio Lotito torna a parlare e lo fa senza filtri. Intercettato a Montecitorio durante una pausa pranzo, il presidente della Lazio affronta tutti i temi caldi del momento: dalla contestazione dei tifosi al futuro di Maurizio Sarri, passando per il rendimento della squadra, il derby perso e perfino la lettera pubblica del cantante Tommaso Paradiso.
Sul tecnico biancoceleste, Lotito taglia corto: “Sarri ha un contratto con la Lazio. Io sono il presidente della società, che volete da me? Chiedete a lui“. Nessun accenno a possibili cambiamenti, almeno nelle parole del patron, che ribadisce la posizione ufficiale del club.
Più articolata invece l’analisi sulla stagione della Lazio, vissuta tra alti e bassi e chiusa ben lontano dalle aspettative iniziali. Lotito riconosce le difficoltà della squadra, soprattutto contro le avversarie considerate alla portata: “I tifosi hanno ragione: abbiamo perso con le piccole e battuto le grandi. È evidente che qualcosa non abbia funzionato“.
Non mancano le frecciate, sia all’interno sia all’esterno del mondo Lazio. Lotito respinge le accuse e difende il proprio operato: “Non devo chiedere scusa per nulla, se non per i risultati che non sono arrivati“. Poi il paragone con la proprietà della Roma: “Io ci metto sempre la faccia, faccio da bersaglio per tutti. Friedkin invece è un fantasma“.
Durissimo anche il giudizio sui giocatori, accusati di mancare di personalità nei momenti decisivi: “Se avessero il carattere che ho io, le partite finirebbero in un altro modo. Invece quando scendono in campo spesso si bloccano“. Il riferimento è anche alla finale persa contro l’Inter e ad alcune gare simbolo della stagione, compreso il derby: “Prendiamo gol su calcio d’angolo e nessuno marca. Ma in campo non ci posso andare io“.
Il rapporto con la tifoseria resta uno dei nodi più delicati. Nelle ultime settimane l’Olimpico si è progressivamente svuotato, con migliaia di sostenitori che hanno scelto di disertare le gare casalinghe in segno di protesta. Lotito però non sembra intenzionato a fare passi indietro: “Io non ho mai fatto la guerra ai tifosi. Se qualcuno ha alimentato tensioni, lo ha fatto anche dall’interno della società. Capisco la delusione, ma il mio compito è garantire un futuro stabile alla Lazio“.
Alla domanda sullo stadio semivuoto, il presidente replica con tono netto: “Chi non vuole venire, non venga. Non posso obbligare nessuno“. E rilancia la sua visione a lungo termine: nuovo stadio Flaminio, academy e crescita economica del club. “Sto lavorando per rendere la Lazio indipendente e solida anche senza Lotito. Il progetto del nuovo impianto porterà ricavi enormi e farà crescere il valore della società“.
“Le parole di Lotito? Quando si accorgerà di cosa sta accadendo sarà troppo tardi…”
A Radio Radio Mattino – Sport & News, Nando Orsi e Luigi Salomone hanno commentato duramente le recenti uscite del presidente biancoceleste, soffermandosi soprattutto sul rapporto ormai logoro con la tifoseria.
Secondo Orsi, Lotito avrebbe sviluppato negli anni una sorta di resistenza totale alle contestazioni: “Lui si nutre dell’ostilità della gente. Sono ventidue anni che viene contestato, ma sembra non toccarlo minimamente“. Un atteggiamento che, secondo l’ex portiere, rischia però di allontanare sempre di più l’ambiente dalla squadra.
Lotito è stato descritto come “una sorta di Marchese del Grillo“, incapace di percepire fino in fondo il malcontento crescente della piazza laziale. “Continua a vivere questa situazione come una sfida personale – ha spiegato – ma il rischio è che quando realizzerà davvero cosa sta accadendo attorno alla Lazio sarà ormai troppo tardi“.
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