Nel giorno del suo compleanno, Walter Novellino ha commentato alcuni dei temi più caldi del calcio italiano. Dalla separazione tra la Juventus e Dusan Vlahovic alle difficoltà del Milan, passando per una riflessione sul calcio moderno e sull’importanza delle seconde squadre. L’ex tecnico ha offerto una lettura netta e senza sfumature, mettendo al centro valori come riconoscenza, competenza e crescita dei giovani.
“La Juventus ha fatto bene, a Vlahovic è mancato amore”
Il primo argomento affrontato è stato quello relativo al futuro di Dusan Vlahovic e alla decisione della Juventus di interrompere il rapporto con l’attaccante serbo. Per Novellino il tema non è economico, ma riguarda soprattutto le motivazioni del giocatore.
“Secondo me la Juventus ha fatto bene, perché era tanto che c’era questo problema. Al di là dei soldi, se uno ha intenzione di rimanere deve decidere subito. Sono convinto che la Juventus abbia fatto bene, perché è un giocatore che sta facendo anche un po’ fatica, si infortuna spesso e credo sia giusto puntare su qualche giovane importante”, ha spiegato.
Secondo l’allenatore, Vlahovic avrebbe dovuto mostrare maggiore attaccamento ai colori bianconeri: “Non è neanche una questione di soldi, è una questione di carattere. Ho l’impressione che lui non sia entusiasta di rimanere alla Juventus. La Juventus è sempre una grande squadra e la voglia di pensare sempre ai soldi dovrebbe essere accompagnata anche da un po’ di amore verso il proprio lavoro e verso chi ti ha fatto diventare quello che sei. Servivano amore e riconoscenza”.
“Il Milan ha pagato la mancanza di competenza”
Novellino ha poi commentato il momento delicato attraversato dal Milan, una situazione che lo lascia perplesso soprattutto dal punto di vista organizzativo.
“Hai ragione, non si sa chi comanda e non si sa chi decide. Però credo che il meno colpevole sia proprio Allegri”, ha osservato.
L’ex allenatore rossonero ha individuato nella struttura societaria una delle principali criticità: “Ormai sono tante le multinazionali che comandano e gestiscono le aziende. Il Milan penso venga visto da loro come un’azienda. A me sembra che serva un po’ più di conoscenza del calcio. Ci vogliono persone che conoscano molto bene questo mondo e secondo me il Milan ha sofferto proprio questa mancanza di conoscenza del campionato italiano e dei giocatori”.
Per Novellino, le difficoltà della squadra derivano anche dalle scelte tecniche effettuate negli ultimi anni: “Il Milan ha preso giocatori che secondo me hanno fatto tanta fatica a fare quello che veniva chiesto loro”.
“Il calcio di oggi? Non mi piace niente”
Quando gli è stato chiesto cosa apprezzi del calcio contemporaneo, Novellino ha risposto senza esitazioni.
“Niente. Non mi piace niente”, ha dichiarato.
La critica si è concentrata soprattutto sulle tendenze tattiche più diffuse: “Non mi piace questa uscita da dietro, questo palleggio continuo. Il portiere ormai tocca più palloni del centrocampista. Tutto questo nuovo sistema ha cambiato il calcio”.
Secondo il tecnico, il problema principale è la perdita di qualità individuale: “Manca la qualità del giocatore, manca l’uno contro uno. Per questo mi è piaciuta l’Under 21: vedevo ragazzi che puntavano l’uomo, portavano palla e cercavano di saltare l’avversario. È quello che manca nel calcio attuale”.
“Le seconde squadre sono fondamentali per il futuro dell’Italia”
In chiusura, Novellino ha difeso il progetto delle seconde squadre, considerate uno strumento indispensabile per la crescita dei giovani calciatori italiani.
“Credo che siano fondamentali per valorizzare i giovani e dare la possibilità a tantissimi ragazzi di maturare. Noi abbiamo tanti giovani nei settori giovanili che possono giocare nelle seconde squadre e diventare calciatori importanti”, ha affermato.
Il tema, secondo l’allenatore, è strettamente collegato alle difficoltà della Nazionale: “In Italia abbiamo bisogno di questi giocatori perché le difficoltà sono tante. Le seconde squadre devono puntare sui giovani e soprattutto farli giocare, perché solo così si può valorizzare davvero il loro talento”.
Guardando al futuro azzurro, Novellino ha indicato proprio nei giovani la strada da seguire: “Mi piacciono le squadre giovani e mi piace come ragiona Baldini. Ci vuole tempo e pazienza, ma i ragazzi hanno dimostrato qualcosa di importante e possono dare un aiuto concreto al futuro della Nazionale”.










