Il 20 maggio, sul palco del Munk Debate di Toronto — uno dei più prestigiosi format di dibattito pubblico al mondo — si è consumato uno scontro di inedita intensità sulla politica estera americana. Da un lato i “falchi” dell’interventismo: l’ex Segretario di Stato Mike Pompeo e l’ex vice Segretaria di Stato Victoria Nuland. Dall’altro i teorici della restraint: i professori John Mearsheimer dell’Università di Chicago e Stephen Walt della Harvard Kennedy School.

La mozione del dibattito si richiamava al monito di John Quincy Adams del 1821: “L’America non vada all’estero in cerca di mostri da distruggere”. Il sondaggio pre-dibattito dava il pubblico schierato al 55% a favore (e quindi contro l’interventismo). Ancora più interessante è stato il verdetto degli spettatori dopo lo scontro: 56% contro 44% a favore della mozione sostenuta dai due accademici.

Chi è Victoria Nuland

La carriera ultratrentennale di Nuland nel Foreign Service include i ruoli di Sottosegretaria di Stato per gli Affari Politici (2021–2024), Segretaria di Stato Aggiunta per gli Affari Europei ed Eurasiatici (2013–2017) e ambasciatrice USA presso la NATO (2005–2008). È però il suo ruolo nella crisi ucraina del 2014 a renderla una figura controversa dal punto di vista del sospetto regime change di stampo Stati Uniti.

Durante le proteste di Maidan, Nuland avrebbe distribuito, come gesto di sostegno USA, biscotti ai manifestanti anti-Yanukovich e, in una telefonata intercettata con l’ambasciatore Geoffrey Pyatt, avrebbe indicato Arseniy Yatsenyuk come uomo da mettere al governo. In quella stessa conversazione pronunciò il celebre «Fuck the EU», frase la cui autenticità non è mai stata smentita dal Dipartimento di Stato. Secondo diversi analisti critici dell’interventismo americano, Nuland sarebbe uno degli architetti dell’escalation che ha portato all’attuale conflitto — una lettura respinta dai sostenitori della linea Biden-Clinton.

Lo scambio al Munk Debate

Per tutta la serata, Pompeo e Nuland hanno insistito nel definire “mostri” quasi ogni avversario degli Stati Uniti: Russia, Cina, Cuba e Iran. Il momento più citato è stato lo scambio diretto tra i due schieramenti:

“Ma il punto è questo -dice Nuland – godiamo della pace, della prosperità e della sicurezza di cui disponiamo oggi come democrazie proprio perché diamo la caccia ai mostri prima che prendano il sopravvento. Non posso parlare a nome di Mearsheimer e Walt, ma il Segretario Pompeo ed io non vogliamo vivere nel loro mondo popolato da mostri, e nemmeno voi dovreste.”

La versione di Mearsheimer è ben diversa: “Gli Stati Uniti hanno perso questa guerra. Non riescono a capire come risolverla. E questo avrà conseguenze estremamente negative per tutti voi. Dovreste capirlo. Siamo in guai seri in Iran. Ed è questo che succede quando si va in giro per il mondo a uccidere mostri.”