Assunzioni Mibac a rischio, una delle possibili conseguenze della crisi di governo

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Ne parli a casa, a lavoro, tiene banco in tv e sui giornali: la crisi di governo, oramai imminente, catalizza l’attenzione di molti.

Perché in gioco non c’è solo la presa in carico delle responsabilità di governo di questa o quella maggioranza politica, non c’è solo uno scenario in divenire che ci proietta verso un aumento dello spread. Sul piatto della bilancia ci sono posti di lavoro, le assunzioni Mibac messe in campo con decreti ad hoc. C’è, insomma, il futuro di generazioni che preparano concorsi e che aspirano a mettere tasselli più solidi nella loro vita lavorativa.

Quelle prospettive e aspirazioni che ora, con la crisi di governo alle porte, rischiano di saltare.

Assunzioni Mibac: le dichiarazioni del ministro Bonisoli

A denunciare questo possibile scenario è stato, nelle ultime ore, il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, attraverso un video pubblicato su suoi profili social. “C‘è una cosa che mi da un po’ fastidio di quello che sta succedendo in questi ultimi giorni e cioè che la Lega abbia ritirato il sostegno a questo governo adducendo il pretesto che tanto noi non avremmo più prodotto atti di amministrazione, che eravamo impantanati in un ‘no’ perenne e quant’altro, questo non è vero, non solo non è mai accaduto ma non sarebbe nemmeno accaduto perché noi anzi abbiamo pronta tutta una serie di atti, di provvedimenti, di iniziative” .

Ad esempio nel caso di questo ministero” ha proseguito Bonisoli sulle assunzioni Mibac “con un investimento importante nel personale di questo ministero che si sarebbe dovuto realizzare nelle prossime settimane e che a questo punto è a rischio“.

In concreto, il ministero dei Beni Culturali ha prontoun concorso ad ottobre per circa tremila persone, un concorso per ventotto dirigenti sempre ad ottobre, mille assunzioni di funzionari a dicembre e duecentocinquanta persone che dovrebbero transitare dai centri per l’impiego a questo ministero“.

“Un danno per il Paese, per il ministero e per la cultura italiana”, per dirla con le parole dello stesso ministro.

Soprattutto in una nazione che può vantare un patrimonio artistico e culturale che non ha eguali e che, oltre ad essere tutelato, dovrebbe essere il pane quotidiano di tutte quelle generazioni di appassionati e esperti del settore che da anni studiano in attesa di tardivi concorsi e sempre più dilazionati nel tempo o di un posto di lavoro nell’ambito.

Perché, con la crisi di governo dietro l’angolo, le conseguenze potrebbero essere varie, anche per quelle misure che sono già state vagliate e in programma.

Non resta quindi che tenere gli occhi aperti e seguire i futuri sviluppi di questo scenario politico in divenire.

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