Olimpia Troili, candidata con il Partito Democratico alle elezioni europee del 26 maggio 2019, si racconta ai microfoni di Radio Radio. Conosciamo meglio la giovane e agguerrita candidata alle prossime elezioni.

Chi è Olimpia Troili? Come nasce la passione per la politica?

Sono un’ex sportiva, quando ho finito la mia carriera e la mia parabola nello sport mi sono avvicinata alla politica. Ho pensato, anche sulla scorta della mia rabbia, una rabbia costruttiva, che si dovessero impegnare le migliori energie per migliorare le nostre condizioni. All’inizio scrivevo i discorsi, mi sono occupata dei contenuti come spin doctor. Parallelamente ho portato avanti una militanza con la mia associazione “Alternativa Europea”, ho svolto decine di convegni. La consapevolezza della centralità della dimensione europea l’ho avuta fin da subito e mi sono concentrata moltissimo su questo, specializzandomi e accreditandomi come esperta di Europa, ma soprattutto contribuendo con grande entusiasmo e volontà a pensare a un futuro condiviso per l’Unione Europea, immaginando un’Europa diversa.

E’ la tua prima candidatura? Come la stai vivendo?

Sì, si tratta della prima candidatura. Io sento attorno a me grande entusiasmo. La gente individua in me una persona credibile, soprattutto per questo tipo di elezione. Io la vedo bene questa situazione… L’unico neo è che in generale il dibattito sulle elezioni europee non sta vertendo molto sull’Europa ma sempre su temi locali e nazionali. Questo inciderà sul voto, ma sulla mia persona trovo e riscontro tanto entusiasmo. Tanti amici incontrati negli anni, persone che mi stimano e che io a mia volta stimo. Ho costruito una rete importante in questi anni ed è tutto lavoro che oggi mi ritrovo. Alla fine si raccoglie ciò che si semina.

Quali sono i valori che vuoi portare in politica?

Sicuramente la giustizia, la giustizia sociale, per la mia voglia di difendere i più deboli, di non lasciare indietro nessuno, di dedicarmi agli ultimi. Poi la libertà. Sono una persona anticonformista, sono per la libertà di espressione e per rompere alcuni tabù. Non mi piacciono i pregiudizi, non mi piacciono la falsità e le ipocrisie, non sono una finta moralista, dico le cose come stanno e questa è una cosa che si traduce anche sul piano politico. Poi la coerenza. Io sull’Europa l’ho sempre pensata allo stesso modo. Ho fondato un’associazione insieme ad altri ragazzi nel 2012 e l’ambizione è sempre stata quella di realizzare gli Stati Uniti d’Europa. Quindi un’Europa più politica, meno burocratica, più vicina alle persone e più concreta.

Temi: parliamo di sicurezza

Il problema della sicurezza è urgente, esiste e non si può mettere la testa sotto la sabbia. Bisogna capire che cosa mettere in campo. Non deve essere certo un tabù parlare di legittima difesa in Italia, però la soluzione non può essere quella di farci armare in casa e di difenderci con le armi. Io credo fortemente che sia lo Stato a dover garantire la sicurezza ai cittadini. Sì, si può avere il diritto di difendersi, ma è lo Stato che deve essere capillarmente presente sul territorio e che deve rafforzare le forze dell’ordine.


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