Giorgio Bianchi intervista l’ambasciatore iraniano ▷ “USA e le proteste a Teheran: vi dico come stanno le cose”

Siamo in un momento di estrema tensione geopolitica: una tregua è in vigore, ma i negoziati di pace si sono interrotti. Sullo sfondo, gli attacchi militari del 28 febbraio condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, le proteste interne del gennaio 2026 e un quadro regionale in rapido deterioramento. Giorgio Bianchi ha intervistato l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia Mohammad Reza Sabouri, presso la sede dell’ambasciata a Roma.


Sul fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti: quali fattori hanno portato all’interruzione dei colloqui?

“L’Iran ha risposto positivamente con un approccio responsabile all’instaurazione di un cessate il fuoco e alla fine della guerra in Medio Oriente e nonostante gravi violazioni dei termini della tregua ha avviato negoziati con gli Stati Uniti in buona fede. Questi colloqui intensi ai massimi livelli negli ultimi 47 anni si sono svolti in Pakistan. Quando mancavano solo pochi passi alla firma del memorandum di Islamabad, le eccessive pretese, i continui cambiamenti degli obiettivi e le minacce di accerchiamento da parte degli americani hanno impedito il raggiungimento di un risultato. Perché apparentemente loro non imparano nulla dal passato. L’Iran risponde alla buona fede con buona fede e alle minacce con fermezza.”

L’attacco è avvenuto nel pieno dei negoziati: quanto può essere affidabile una parte che bombarda durante i colloqui? Esiste un garante per un eventuale accordo?

Finora il regime israeliano e gli Stati Uniti hanno tradito apertamente il tavolo negoziale per due volte, bombardando durante i colloqui. Pertanto, “sfiducia” è una parola troppo debole per descrivere la percezione iraniana dell’inaffidabilità della controparte. Molti ritengono che anche l’attuale cessate il fuoco temporaneo rientri nel quadro di una terza operazione di inganno. Tuttavia, l’Iran, così come agisce con fermezza nella difesa della propria sovranità nazionale ed integrità territoriale, continua anche a perseguire con responsabilità il processo diplomatico per tutelare i propri interessi nazionali e preservare la pace e la sicurezza regionale.”

Quanto è probabile che una ripresa dei conflitti porti alla chiusura dello Stretto di Bab-el-Mandeb?

“Va sottolineato che l’insicurezza imposta al Golfo Persico e allo Stretto di Hormuz è stata causata dall’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran. Per anni l’Iran ha garantito pienamente la sicurezza di questo stretto, ma questa guerra imposta ha generato instabilità e tensioni regionali. Purtroppo la natura delle tensioni, dell’instabilità è quella di propagarsi e se queste tensioni dovessero continuare è prevedibile che progressivamente anche altri attori ne saranno influenzati.”

Esiste il rischio di un conflitto militare tra Israele e Turchia, ad esempio in Siria? Qual è il livello attuale delle relazioni tra Iran e Turchia?

La sopravvivenza del regime israeliano dipende dal perpetuarsi di tensioni, conflitti e guerre nella regione. La storia dei conflitti in Medio Oriente dopo la Seconda Guerra Mondiale lo dimostra. Israele è stato ed è coinvolto in conflitti con quasi tutti i paesi arabi. Le valutazioni dei leader turchi si basano su questa realtà. Iran e Turchia, in quanto due vicini, hanno sempre mantenuto relazioni solide e strette e non permetteranno che la sicurezza regionale venga sacrificata dalle politiche bellicose del regime sionista.”

Israele continua a bombardare il Libano nonostante la tregua. Chi è il decisore finale a Washington? Esiste in Occidente qualcuno in grado di contenere Israele?

“Purtroppo assistiamo a gravi violazioni del cessate il fuoco e alla continuazione degli attacchi brutali del regime israeliano contro il Libano. Questo mentre la cessazione delle aggressioni nella regione, incluso il Libano, è parte integrante dell’accordo di tregua, come sottolineato anche dal mediatore pakistano. L’Iran ha sempre sostenuto la legittima resistenza del popolo e del governo libanese contro gli aggressori occupanti. Oggi tutte le parti devono rimanere vigili di fronte ai tentativi del regime sionista di perpetuare l’insicurezza e normalizzare illegalità e crimini nella regione.”

Trump ha dichiarato di aver armato i manifestanti durante le proteste in Iran: come valuta questa ammissione pubblica?

“Purtroppo la violazione palese delle leggi e delle norme internazionali, incluso il principio di non ingerenza negli affari interni di altri paesi, è diventata qualcosa di ordinario nel sistema internazionale. L’Iran non è rimasto sorpreso da queste recenti dichiarazioni. Infatti, durante gli eventi simili ad un tentativo di colpo di Stato nel gennaio 2026 in Iran, aveva più volte affermato che gruppi armati organizzati avevano il compito di provocare vittime nel Paese. E oggi Trump ha pubblicato prove inconfutabili in merito. E così adesso è dovere dei Paesi occidentali, in quanto principali attori nella definizione delle norme internazionali, opporsi con fermezza a queste evidenti violazioni del diritto e delle regole internazionali.”

I media occidentali parlano di 30-40.000 morti tra i manifestanti: qual è la versione iraniana dei fatti?

La distorsione della realtà e la costruzione dei dati falsi a fini politici sono diventate la funzione principale di alcuni tra gli organi dei media in Occidente. Ed è del tutto evidente che gli eventi del gennaio 2026 hanno costituito il preludio agli attacchi militari del 28 febbraio. Lo stesso Trump ha dichiarato apertamente di aver armato quei gruppi. Tuttavia, il governo iraniano ha pubblicato i nomi di quasi tutte le circa 3.000 persone uccise in questo tragico evento. E’ interessante notare che nessuno di coloro che diffondono cifre alternative abbia mai presentato una lista diversa dei nomi delle vittime.”

Come valuta l’approccio del governo Meloni e dell’Europa verso l’Iran? Russia e Cina possono fare di più?

Abbiamo avuto relazioni solide e di lunga data con l’Italia. Questi rapporti si fondano sul rispetto reciproco e sugli interessi comuni. Esistono grandi potenzialità tra i due paesi che, se pienamente realizzate, potrebbero essere molto significative, come già avvenuto in passato. Trovo difficile però credere che alcuni in Europa, invece di preoccuparsi per la vita di innocenti uccisi nei bombardamenti indiscriminati, si siano concentrati soltanto sull’aumento dei prezzi dell’energia. Non posso nascondere il mio rammarico per le posizioni inadeguate e non principali di alcuni Paesi europei riguardo alla guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro l’Iran. Tuttavia, distinguiamo tra i vari Paesi europei. Recentemente il Presidente della Repubblica dell’Iran, il dottor Pezeshkian, ha scritto su X che l’autenticità delle civiltà emerge nei momenti cruciali della storia. Le posizioni di Spagna, Cina, Russia, Turchia, Italia ed Egitto contro il bellicismo e i crimini del regime sionista riflettono le loro radici culturali e storiche. Per quanto riguarda la Cina e la Russia, noi abbiamo delle relazioni strategiche strette con questi Paesi e continueranno a rafforzarsi. La recente azione responsabile di Russia e Cina, che si sono opposte ad una risoluzione unilaterale ed irragionevole proposta dagli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza, va in questa direzione.”

L’eliminazione dei leader iraniani viene celebrata in Occidente come un successo: come valuta questo approccio e il silenzio sui crimini di guerra?

Purtroppo considerare l’assassinio di esseri umani come un successo dimostra la morte dell’etica e dell’umanità in Occidente. Per noi il valore più importante al mondo è la vita umana. Ciò che è accaduto negli ultimi anni in Medio Oriente, inclusa la guerra a Gaza e oggi in Iran, rappresenta un chiaro esempio di crimini contro l’umanità. Il mio avvertimento è che l’indifferenza di fronte all’aggressione militare e ai crimini di guerra porta alla normalizzazione delle violazioni della legge e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite. Le conseguenze riguarderanno l’intera comunità internazionale e, se non fermate, finiranno per coinvolgere molti altri paesi.”

Gli attacchi alle infrastrutture civili sembrano un test sull’indifferenza occidentale: ha ancora fiducia nelle istituzioni internazionali?

“Il regime israeliano e gli Stati Uniti, attaccando le infrastrutture civili in Iran come scuole ed ospedali ed assassinando individui, hanno calpestato persino le leggi di guerra. Tuttavia, il grande errore di Trump è stato non comprendere il popolo e la civiltà dell’Iran. Egli pensava di poter distruggere la resilienza di una civiltà di 7.000 anni attraverso minacce ed intimidazioni. Gli iraniani nel corso della storia hanno dimostrato che gli aggressori vengono presto cancellati, mentre l’Iran è rimasto. E rimarrà. Sebbene il mondo odierno sembri vivere sotto la legge della giungla, la coscienza collettiva dell’umanità è ancora viva e non dimenticherà mai questi crimini contro l’umanità.

Cosa direbbe a chi in Occidente crede che gli attacchi militari possano portare libertà e democrazia in Iran? Ha un messaggio per il popolo italiano?

Narrazioni costruite artificialmente per distorcere la realtà, sono diventate negli ultimi anni uno strumento principale dell’Occidente nei rapporti con l’Oriente. Tuttavia, oggi i popoli del Medio Oriente vedono con i propri occhi i risultati delle promesse illusorie nei paesi citati. Concetti come la fine della storia sono ormai giunti essi stessi al termine. Le persone hanno compreso che una libertà artificiale non può essere esportata in Oriente attraverso le armi occidentali. In questi giorni, per quanto riguarda l’Italia, il popolo italiano è stato per me, per noi e per i miei colleghi, per noi iraniani, fonte di ispirazione. Abbiamo ricevuto numerosi messaggi di solidarietà e sostegno da tutta Italia, da nord al sud. Pieni di spirito umanitario e gentilezza. Vorrei cogliere proprio questa occasione per ringraziarli tutti e dire che il popolo iraniano non dimenticherà mai il sostegno del popolo italiano.”