Washington accusa Damasco e Mosca per raid su ospedali

Ahmet Davutoglu

Washington – Gli usa hanno denunciato il regime di Damasco e la Russia di essere responsabili dei bombardamenti che hanno centrato due ospedali in Siria: il portavoce del dipartimento di Stato John Kirby ha sostenuto che “il regime di Assad e i suoi sostenitori (Mosca) hanno perpetrato questi attacchi senza alcuna giustificazione violando i loro obblighi con la comunità internazionale per proteggere la vite degli innocenti secondo l’appello lanciato del gruppo di supporto della Siria” lanciato a Monaco di Baviera giovedì.

Si allontana la tregua in Siria e a farne le spese sono soprattutto civili. è di almeno 50 morti il bilancio provvisorio di raid aerei su 2 scuole ed 5 ospedali (tra cui uno sostento da Medici senza Frontiere) nel nord della Siria, tra Aleppo e Idlib. Lo ha annunciato il portavoce di Ban Ki-moon. Il segretario generale dell’Onu ha espresso “profonda preoccupazione per le notizie di attacchi missilitici, palesi violazioni delle leggi internazionali”.

Alle stragi hanno fatto seguito una serie di accuse incrociate: i turchi e gli Usa hanno puntato il dito contro i russi, il regime di Damasco accusa Washington, ma ormai lo scenario di guerra è talmente variegato e tante sono le forze impegnate militarmente, che sarà difficile stabilire verità e responsabilità. Quel che è certo è tra le vittime ci sono bambini. L’Unicef ha comunicato infatti che una delle strutture colpite, sostenuta dall’organizzazione, è un ospedale materno-infantile “in cui ci viene riferito che alcuni bambini sono rimasti uccisi e molti evacuati d’urgenza”. I raid, continua l’agenzia dell’Onu, “sono avvenuti rispettivamente ad Azaz, ad Aleppo e in due casi a Idlib, dove uno degli ospedali è stato bersagliato di colpi per ben 4 volte. Nella città di Azaz ci risulta siano state bombardate anche due scuole, con voci di 6 bambini fra le vittime. In Siria, un terzo degli ospedali e un quarto delle scuole – 5.000 – sono stati distrutti o messi fuori uso da attacchi armati”.

Tra le strutture colpite c’è l’ospedale di Maarat al-Numan nella provincia di Idlib, sostenuto da Medici senza Frontiere (Msf). L’organizzazione umanitaria, non ha escluso la possibilità di un attacco deliberato, non ha indicato i responsabili, ma ha riferito che tra le vittime ci sono 5 pazienti, un custode e una guardia dell’ospedale mentre gli 8 che mancano ancora all’appello, probabilmente morti, sono tutti membri dello staff dell’ospedale. Si contano inoltre decine di feriti. L’ambasciatore siriano in Russia, una fonte assolutamente di parte vista l’alleanza di ferro tra il regime di Damasco e Mosca, sostiene che siano stati jet Usa a centrare la struttura. Washington ha denunciato invece che il regime di Damasco e la Russia sono responsabili dei bombardamenti che hanno centrato due ospedali. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, che opera da Londra ed è vicina all’opposizione moderata siriana, ha sostenuto che sono stati caccia-bombardieri russi a colpire un ospedale.

Il premier turco Ahmet Davutoglu, ha accusato Mosca per il bombardamento sull’ospedale pediatrico di Azaz vicino al confine turco. “E’ stato un missile di crociera lanciato da una nave del Mar Caspio, ha detto Davutoglu nel corso di una visita ufficiale a Kiev. Davutoglu ha poi accusato la Russia di “agire come un gruppo terroristico” e ha minacciato una risposta “estremamente decisa” di Ankara. Ma la zona è martellata anche da i caccia di Ankara, che bombardano i ribelli curdi, schieratisi di recente con Bashar al Assad. “Non lasceremo che Azaz cada, gli Ypg (le milizie di auto-difesa curda) non saranno in grado di avanzare verso l’ovest dell’Eufrate e a est di Afrin”, ha affermato Davutoglu. Il premier ha ribadito che verrà fatto “ogni passo necessario per avere un ambiente che garantisca la sicurezza della Turchia, cioè Daesh, il regime siriano o i curdi”. La Russia ha espresso “grave preoccupazione” per i bombardamenti dell’aviazione turca sulle postazioni curde in Siria. Irritata l’Ue che ha rivolto un appello a lavorare per il cessate-il-fuoco: “Solo pochi giorni fa tutti noi, compresa la Turchia, abbiamo concordato impegni per la cessazione delle ostilità in Siria”, ha ricordato il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini. Oggi il governo di Ankara ha smentito la notizia che alcuni soldati turchi siano entrati in Siria e ha anche precisato di non avere alcuna intenzione di mandarne. Ankara ha anche smentito che i caccia sauditi siano già arrivati in Turchia, ma ha precisato che la monarchia saudita ha intenzione di inviare quattro F-16. Intanto è stato annunciato l’arrivo a sorpresa a Damasco dell’inviato speciale dell’Onu per la Siria Staffan De Mistura, per un colloquio con il ministro degli Esteri siriano Walid al-Muallem.

Infine, in serata, Bashar Assad ha di fatto affossato l’intesa per un cessate il fuoco in Siria raggiunta la settimana scorso al vertice di Monaco di Baviera tra Usa e Russia. Per il presidente siriano la sua attuazione è “difficile”. Le truppe di Assad sostenute dalle forze russe ed anche dai curdi siriani dell’Ypg – gli eroi di Kobane – stanno guadagnando terreno per cui una tregua nei combattimenti non è al momento nei loro interessi. La nuova dichiarazione di Assad segue quella dei giorni scorsi in cui aveva spiegato che il suo traguardo finale era riconquistare tutta la Siria.

AGI