Rabbia Lazio, esulta la Juve

ALLEGRI_CHAMPIONS

La Juve si prende la stella d’argento a vent’anni dall’ultima vittoria, batte la Lazio ai supplementari e alza al cielo di Roma la decima Coppa Italia. Segna Matri, un colpo al cuore dei trentamila laziali all’Olimpico, pochi secondi dopo che Djordjevic aveva colpito un maledetto doppio palo. Nei tempi regolamentari l’iniziale vantaggio di Radu e il pareggio immediato di Chiellini. Sorride Garcia, tutto perfetto per la Roma che sognava un epilogo del genere per stancare l’avversario nella lotta Champions. Notte da incubo per la Lazio che subisce la beffa più atroce dopo aver lottato alla pari contro i campioni d’Italia. Che intanto piazzano il double in attesa di giocarsi il sei giugno un triplete da sogno contro il Barcellona.

LE SCELTE DEI TECNICI Pioli rivoluziona la Lazio dopo le due scoppole in campionato: ci prova con la difesa a tre, una disposizione tattica più accorta dando fiducia al giovane Cataldi in regia (Biglia non va nemmeno in panchina). Basta e Lulic sulle rispettive fasce hanno il compito di dare più sostanza al centrocampo. Allegri propone il il 3-5-2 sfoderato nella grandi occasioni anche per colpa delle assenze degli squalificati Marchisio e Morata. Davanti a Storari, portiere di coppa (stesso discorso per il dirimpettaio Berisha), il terzetto Barzagli, Bonucci e Chiellini, con Pogba padrone del gioco insieme con Pirlo e Vidal. Fischia Orsato, alla terza finale di fila.

BOTTA E RISPOSTA Si parte davanti a 60.000 spettatori equamente divisi e la Lazio ha la fortuna di trovare subito il gol: punizione di Cataldi stacco di Radu che infila di testa-spalla Storari. La Juve sembra imbottigliata dalla marcatura a uomo di Candreva su Pirlo ma Anderson commette un fallo ingenuo su Vidal. Batte il regista della nazionale, sponda di Evra (male Lulic), Chiellini mette le cose a posto regalando un pari quasi immediato. Tutto da rifare, gara bloccata, una partita a scacchi dove nessuno ha voglia di scoprirsi. Llorente di testa gira alto, Cataldi sbaglia sull’unica accelerazione di Felipe in un primo tempo equilibrato. Due gol in fotocopia (uno per parte), tanta corsa, pressing esasperato e poche occasioni.

RIPRESA IN FOTOCOPIA Nella ripresa le gambe rallentano, le idee si annebbiano ma la Lazio regge bene il confronto. Rischia su un colpo di testa di Pogba così come la Juve va in apnea su un lancio di Candreva per Djordjevic ma il serbo, appena entrato al posto di Klose, appoggia tra le braccia di Storari. Poco prima Radu aveva chiesto il cambio per un problema muscolare (dentro Mauricio) mentre sull’altro fronte Allegri ricorre a Pereyra e Matri. Che segna nel finale ma per fortuna di Pioli in fuorigioco e allora ecco i supplementari.

DOPPIO PALO E PUNIZIONE Si lotta, si soffre, l’Olimpico palpita, la coppa prende la strada di Torino in 120 secondi. Tiro di Djordjevic che colpisce i due pali di Storari, sul ribaltamento di fronte rimpallo fortunoso e Matri fa secco Berisha. Si va al secondo supplementare con la Juve avanti, controlla bene la Vecchia Signora, annusa il trionfo e se lo prende di forza. Con tanti rimpianti per la Lazio che merita l’onore delle armi mentre Agnelli sorride felice per aver battuto ancora il suo nemico Lotito.

IL TEMPO