Il governo ferma l’aumento Iva la crescita 2016 verso l’1,5%

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ROMA Impegno dettagliato a cancellare l’aumento dell’Iva che scatterebbe nel 2016 e utilizzo della flessibilità prevista dalle regole europee per dare ossigeno all’economia in particolare a partire dall’anno prossimo. Sono queste due delle linee portanti del Documento di economia e finanza che il governo approverà dopo Pasqua. In realtà dal punto di vista procedurale si profila un doppio passaggio in Consiglio dei ministri: martedì 7 aprile dovrebbe essere approvato almeno in via preliminare il Documento vero e proprio con il quadro macro-economico e di finanza pubblica e le principali scelte di politica economica. Richiederà invece più tempo l’esame degli altri testi a partire dal Programma nazionale di riforma (Pnr) richiesto dalle regole europee e tradizionalmente approvato come componente del Def. Dunque è probabile che ci sia un altro Consiglio dei ministri il 10 aprile, che è poi la data entro la quale i documenti devono essere inviati in Parlamento.
IL QUADRO MACROECONOMICO Ieri fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che in ogni caso la presidenza del Consiglio intende prendersi un po’ di tempo per valutare il documento che uscirà dal ministero dell’Economia e fare quindi eventuali aggiustamenti. L’intelaiatura di fondo è comunque sostanzialmente pronta. Per quest’anno la previsione di crescita sarà solo leggermente ritoccata verso l’alto: dallo 0,6 programmatico indicato lo scorso autunno si salirà allo 0,7 o al massimo allo 0,8 per cento. Nel 2016 l’incremento del Pil sarà finalmente più robusto: si valuta una forchetta compresa tra l’1,3 e l’1,5 per cento, con Palazzo Chigi che spingerebbe per un numero più rotondo. La precedente stima, che risale alla nota di aggiornamento del precedente Def, era ferma all’1 per cento secco.
Sul fronte dei conti pubblici, c’è l’intenzione di confermare per quest’anno l’obiettivo concordato con l’Unione europea di un deficit (indebitamento netto) al 2,6 per cento del Pil. Nel 2016 questo indicatore si collocherebbe invece tra 1,6 e 1,8 per cento, anche grazie all’effetto favorevole della maggior crescita economica.
LA SPENDING REVIEW Ma sul prossimo anno pende anche il rischio di un aumento dell’Iva di due punti sia per l’aliquota ordinaria oggi al 22 per cento sia per quella intermedia al 10. Una manovra da 12,8 miliardi concepita come “clausola di salvaguardia” per garantire il rispetto degli obiettivi contabile; anche se il Def non è un testo con valore di legge, il governo intende impegnarsi formalmente a disinnescare questa minaccia: indicherà quindi nel documento con un certo grado di dettaglio una copertura alternativa per questa voce, basata in primo luogo su una revisione della spesa a tutto campo che dovrebbe portare risparmi per circa 10 miliardi: risorse che si aggiungeranno a quelle derivanti dalla riduzione della spesa per interessi sul debito e alle maggiori entrate che il miglioramento del ciclo economico dovrebbe portare con sé.
Nell’insieme, come annunciato dal ministro Padoan, il documento avrà un tono espansivo, di spinta all’economia. Questo sarà possibile – nelle intenzioni del governo – anche grazie ai margini di flessibilità ora riconosciuti dall’Unione europea, che dovrebbero essere sfruttati dal 2016 in poi. Lo spazio di manovra che si aprirebbe grazie ai vari strumenti a disposizione è di alcuni miliardi.

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