Del Piero: «Festa Juve? Ho altri impegni»

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Ho ancora voglia di continuare a giocare“: Alessandro Del Piero allunga ancora la sua carriera. Conclusa l’esperienza in Australia, l’ex capitano della Juventus oggi si è presentato nel suo spazio espositivo a Torino AdpLog per l’inaugurazione della mostra “Power or 10”, del fotografo statunitense Steve McCurry. E si è detto pronto per una nuova sfida. “In America? Se ne è parlato tanto. Non so. Di certo so di avere ancora voglia di continuare a giocare. Quello che conta è la passione“. “Ho diverse strade da valutare – ha aggiunto Del Piero a proposito del suo futuro -. Mi auguro di trovare un progetto esaltante come in Australia. La Cina? È un paese particolare, vedrò Lippi il mese prossimo ma per piacere, non per lavoro. Un mio ruolo da dirigente nel calcio? Se me lo chiedessero, rifletterei…”. 

NIENTE FESTA  “Complimenti alla Juve, il terzo scudetto consecutivo è un successo incredibile che va sottolineato“. Così Alessandro Del Piero si congratula così con la sua ex squadra. “Ho letto che si è parlato molto della eliminazione dall’Europa League – ha aggiunto l’ex capitano, a Torino per inaugurare la mostra fotografica di Steve Mc Curry -, una cosa comprensibile perché la finale era a Torino. Ma vincere uno scudetto e ripetersi così non è per niente semplice“. Il numero 10, conclusa l’esperienza al Sydney, è in Italia per qualche giorno. “Ma – dice – domenica non sarò a Torino per impegni personali, non sarò alla festa della Juve, tolgo così subito i dubbi se siano arrivati inviti o meno…”. Nessun commento, invece, sulla delicata questione allenatore: “Mi chiedete solo di Conte, di Seedorf, dell’attualità, ma non posso dare giudizi su cose che non conosco da dentro, è una questione di obiettività e di responsabilità – osserva – Il problema è che in Italia creiamo una campana e ci concentriamo sulle nostre cose, mentre all’estero non si fermano. Qui siamo concentrati sul negativo e siamo poco bravi ad esaltare le nostre qualità, mentre all’estero parlano della loro bravura, delle loro cose positive“. E la distanza con i campionati esteri aumenta. “Inghilterra e Spagna vincono a livello internazionale – prosegue l’ex capitano Juve -, portano gente allo stadio, hanno potere d’acquisto. E il divario cresce. È un peccato perché il calcio italiano merita di più di quanto viene percepito“.

CORRIERE DELLO SPORT