Il trasferimento di Pavel Nedved dalla Lazio alla Juventus è stato uno dei colpi di mercato più importanti dell’estate 2001. Un’operazione legata alla cessione di Zinedine Zidane al Real Madrid, che permise ai bianconeri di assicurarsi uno dei protagonisti dello Scudetto conquistato dai biancocelesti appena un anno prima.

A distanza di venticinque anni, Luciano Moggi è tornato a raccontare i retroscena della trattativa, svelando alcuni particolari del suo accordo con l’allora presidente della Lazio Sergio Cragnotti. Un’operazione che, secondo la ricostruzione dell’ex direttore generale juventino, sarebbe stata inizialmente condotta all’insaputa dello stesso calciatore.

Juventus, Moggi e il retroscena su Nedved: “Avvisai tutti i giornalisti”

Tutto comincia con una conversazione tra Moggi e Florentino Pérez, intenzionato a portare Zidane al Real Madrid una volta diventato presidente del club spagnolo.

“Mi chiese se poteva dire che avrebbe comprato Zidane. Io gli risposi che non lo avremmo mai venduto, ma nella mia mente avevo già deciso di farlo“, ha raccontato Moggi a Radio Radio – Lo Sport.

Convinto della riuscita dell’operazione, l’ex dirigente raggiunge quindi un’intesa con Cragnotti per Nedved, mantenendo la trattativa riservata.

“Lo sapevamo soltanto io e Cragnotti. Avevo già comprato Nedved e lui non lo sapeva”. Il problema, però, arriva quando Moggi prova a sondare direttamente la disponibilità del centrocampista ceco. Nedved non sembra intenzionato a lasciare Roma, dove si trova bene e trascorre anche il tempo libero giocando a golf.

A quel punto nasce lo stratagemma raccontato dall’ex DG: organizzare un viaggio privato a Torino per permettere al giocatore di conoscere l’ambiente juventino, garantendogli la possibilità di tornare indietro senza conseguenze qualora non fosse stato convinto.

“Gli dissi che gli avrei mandato un aereo privato. Non avrebbe saputo niente nessuno. Se Torino gli fosse piaciuta, avrebbe detto sì, altrimenti sarebbe tornato a casa”.

Ma, ottenuta la disponibilità di Nedved, Moggi decide di cambiare i piani. “Avvisai tutti i giornalisti, le televisioni. Quando Pavel arrivò a Torino trovò sulla scaletta dell’aereo cinquanta persone che volevano intervistarlo”.

Una mossa che, sempre secondo il racconto di Moggi, avrebbe contribuito a rendere il trasferimento praticamente inevitabile, provocando anche le prime accuse di tradimento da parte della tifoseria laziale.

Il resto della storia, già lo conosciamo. 8 stagioni in bianconero, e il Pallone d’Oro vinto nel 2003: prima da calciatore e poi da dirigente, Pavel Nedved ha rappresentato una bandiera dei bianconeri.