Contro il Manchester United, la Roma subisce l’ennesima rimonta in Champions League. Condizione fisica scarsa? Problemi di mentalità? Nella sua analisi a Radio Radio, l’ex attaccante giallorosso Roberto Pruzzo ha evidenziato la difficoltà dei capitolini nel riconoscere i momenti della partita in cui rallentare, tenere il pallone e interrompere il ritmo degli avversari.

“Questa squadra non è in grado di dettare i tempi della partita!“, ha osservato il bomber, interrogandosi sulla freddezza della Roma nelle fasi più delicate.

Manchester United-Roma, Pruzzo: “Problemi di DNA?”

Vista la folta presenza di calciatori di esperienza come Hermoso, Mancini o lo stesso De Roon, verrebbe naturale immaginarsi una tenuta di squadra più solida e stabile. Eppure, parlano i fatti. L’impatto dei (presunti?) veterani non basta a influenzare l’andamento e i risultati dei giallorossi. E allo stesso tempo, non fornisce una spiegazione sufficiente del perché la Roma fatichi effettivamente a controllare certi passaggi della gara.

Secondo Pruzzo, una possibile ragione potrebbe risiedere nell’attitudine tattica della squadra: “Sei talmente preso dal tuo DNA di giocare sempre tutta all’attacco, che probabilmente non hai questa freddezza“, quella necessaria per dire: “Ok, adesso fermiamoci un attimo“.

Il confronto con la “sua” Roma

Per spiegare cosa intenda per capacità gestione, ‘O Rey de Crocefieschi‘ ha ricordato la capacità della “sua” Roma di capire quando cambiare atteggiamento.

“Eravamo dei calciatori che avevano quell’attitudine di nasconderti la palla“, ha raccontato. Un modo di giocare che permetteva di far passare anche un quarto d’ora o venti minuti, costringendo l’avversario a subire passivamente il controllo del pallone.

Nella Roma attuale, secondo Pruzzo, manca proprio la capacità di dettare i tempi: “Vanno, vanno, vanno finché ce n’hanno. E quando non ne hanno più, se incappano in degli episodi come ieri sera, inevitabilmente perdono“.