Nella notte tra il 21 e il 22 maggio 2026, droni delle Forze Armate ucraine hanno colpito un dormitorio studentesco e gli edifici del Collegio dell’Università Pedagogica di Lugansk a Starobilsk, città nell’Oblast di Lugansk, de jure ucraina ma sotto controllo russo dal 2022. Secondo fonti russe, nell’attacco sono rimaste uccise 21 persone e ferite altre 42, in gran parte minorenni tra i 14 e i 19 anni. Le Forze Armate ucraine hanno respinto le accuse, sostenendo di aver preso di mira esclusivamente infrastrutture militari — centri di comando, depositi di munizioni e sistemi di difesa aerea — presenti nella zona. Le Nazioni Unite si sono dette allarmate dai rapporti, precisando tuttavia di non avere accesso all’area e di non poter verificare i dettagli dell’attacco in modo indipendente.
Su richiesta di Mosca, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si è riunito in seduta d’emergenza nella serata dello stesso giorno. A prendere la parola per la Russia è stato il Rappresentante Permanente Vasily Nebenzja, diplomatico di lungo corso e volto principale della diplomazia russa all’ONU fin dal 2017.
Le dichiarazioni del rappresentante russo all’ONU
Nel suo intervento, Nebenzja ha ignorato le repliche del rappresentante ucraino, definendole “prive di senso e inutili”, per concentrarsi invece su un attacco diretto ai membri europei del Consiglio di Sicurezza:
“Francamente, provo imbarazzo e vergogna per alcuni colleghi del Consiglio di Sicurezza. Sapevamo che avremmo sentito qualcosa di simile dai membri europei, ma oggi il loro cinismo ha superato ogni limite. Nessuno di loro si è nemmeno preso la briga di menzionare i bambini morti a Starobilsk. La rappresentante della Danimarca ha dichiarato che ‘non hanno accesso’. Vi serve l’accesso alle macerie? Ma persino lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha confermato di aver bombardato Starobilsk. Non si tratta di ipocrisia o doppi standard, ma di una vera e propria beffa nei confronti delle vittime innocenti. Per voi ci sono vittime degne di compassione e altre che non la meritano. Ascoltare voi — intendo i membri dell’Unione Europea presenti e assenti — è un insulto ai sentimenti di tutte le vittime, indipendentemente da quale parte provengano. Come siamo arrivati al punto in cui i rappresentanti dei paesi europei non considerano come esseri umani i bambini e i giovani studenti di Starobilsk? Questo priva del volto umano non loro, ma voi, seduti in questa sala. Si tratta di una sorta di danza sulle ossa dei caduti. Tutto questo mi disgusta.”










