Il siparietto di Trump ai mondiali nasconde una verità scomoda sulla guerra | Giorgio Bianchi

La finale del Mondiale 2026, vinta dalla Spagna per 1-0 sull’Argentina il 19 luglio al New York New Jersey Stadium, è stata segnata da un episodio diventato virale: Donald Trump, salito sul palco insieme al presidente FIFA Gianni Infantino per la premiazione, si è trattenuto a lungo accanto ai giocatori spagnoli durante i festeggiamenti, tanto che lo stesso Infantino ha dovuto avvicinarsi per invitarlo a lasciare la scena. Il momento, ripreso da numerose testate internazionali, ha diviso il pubblico tra applausi e fischi.

Nel frattempo, siamo in guerra

Nelle stesse ore, secondo quanto comunicato da US Central Command (CENTCOM), due militari statunitensi sono stati uccisi il 17 luglio in Giordania durante un attacco missilistico e con droni attribuito all’Iran, mentre un terzo risulta disperso. Gli Stati Uniti hanno risposto con raid aerei su obiettivi iraniani nei giorni successivi. Il Wall Street Journal, citando funzionari americani, ha riportato che l’Iran starebbe impiegando missili più veloci e manovrabili, capaci di eludere le difese USA, sollevando il sospetto — non confermato pubblicamente — di un supporto tecnico da parte di Cina e Russia.

Su questo scenario è intervenuto Giorgio Bianchi, che ha definito la scena della premiazione mondiale “un po’ proprio il segno di quello che ci stavamo dicendo”, sottolineando come gli Stati Uniti siano di fatto “un paese in guerra” anche mentre andava in scena lo spettacolo sportivo. Bianchi ha inoltre collegato l’escalation ai rincari energetici, segnalando che il prezzo del Brent avrebbe superato i 90 dollari al barile, con ricadute anche sulle forniture di GNL dirette verso i mercati asiatici. Nelle sue parole, la classe politica occidentale apparirebbe ormai “schiava dei social”, incapace di gestire la comunicazione istituzionale in momenti delicati.