Il 19 maggio, nell’aula plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, si è svolta la prima cerimonia di conferimento dell’Ordine al Merito Europeo, la nuova onorificenza istituita dall’Ufficio di presidenza del Parlamento in occasione del 75° anniversario della Dichiarazione Schuman. I vincitori sono stati scelti da un comitato composto dalla presidente Roberta Metsola, dai vicepresidenti Sophie Wilmès ed Ewa Kopacz, e da personalità come Michel Barnier, José Manuel Barroso, Josep Borrell ed Enrico Letta.
Angela Merkel, premiata durante la seduta del 19 maggio, è stata inserita nella categoria più alta, quella di “Distinguished Member”, accanto a Volodymyr Zelenskyy e Lech Wałęsa.
La denuncia in aula
La cerimonia non è però trascorsa senza tensioni. Numerosi eurodeputati hanno boicottato la cerimonia in segno di protesta contro l’assegnazione del premio a Merkel. Tra le critiche più circostanziate, il tedesco René Aust ha denunciato che circa un quarto dei parlamentari era assente per protesta, ma che il pubblico televisivo avrebbe visto comunque un’aula piena; secondo l’eurodeputato AfD Tomasz Froelich, i seggi vuoti sarebbero stati occupati da “comparse” per neutralizzare il messaggio politico del boicottaggio.
Buxadé: “Una frode contro la democrazia”
Il giorno successivo, l’eurodeputato spagnolo Jorge Buxadé Villalba ha preso la parola in aula con una denuncia formale. Ha accusato la maggioranza di aver commesso una “frode” procedurale, sostenendo che la seduta sia stata sospesa “violando il regolamento senza sottoporla al voto dell’aula” e che l’emiciclo semivuoto sia stato riempito di “comparse” per mascherare l’assenza dei gruppi dissenzienti.
“Hanno inscenato un atto politico con l’Aula semivuota e, per non farlo notare, hanno iniziato a riempirla di comparse e a occupare i seggi dei nostri gruppi politici“, ha affermato Buxadé. “Le decine di deputati che ieri non erano qui lo hanno fatto perché volevano manifestare il proprio rifiuto, perché quella era l’espressione della volontà popolare“. Ha concluso con un affondo diretto: “L’aula semivuota riflette la vostra Unione Europea, quella di politici compiacenti, isolati dalla vera realtà, che esige rispetto per la democrazia e per i lavoratori”.










