L’Europa continua a convivere con una crisi energetica strutturale. Prezzi elevati, dipendenza da importazioni e la transizione verso le rinnovabili hanno messo sotto pressione famiglie e imprese. Le tensioni geopolitiche globali, tra cui i blocchi nello Stretto di Hormuz, hanno reso il problema ancora più urgente. In questo quadro, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è intervenuta con una frase destinata a far discutere: “L’energia meno costosa è quella che non si usa“. Lo ha detto in un discorso pubblico, nel quale ha spiegato la necessità di ridurre la domanda senza imporre scelte ai consumatori.

“La domanda è: come possiamo ridurre la domanda? Perché, ovviamente, l’energia meno costosa è quella che non si usa”

Von der Leyen ha sottolineato che la Commissione starebbe lavorando su misure concrete di efficienza energetica: ristrutturazioni degli edifici, rinnovo degli impianti industriali e promozione di tecnologie più efficienti. Queste azioni, ha aggiunto, saranno presentate nella comunicazione ai leader europei della prossima settimana.

L’approccio non è nuovo. Già nel 2022, durante il picco della crisi russa, l’Ue aveva invitato a consumi più sobri – ma il tono diretto ha scatenato immediate critiche.