Il tema non è essere ‘contro’ la tecnologia o contro i media. Anzi. Quando il giornalismo produce contenuti di qualità – come nel caso dell’approfondimento firmato da Alessandro D’Avenia – va riconosciuto e valorizzato. Il punto, semmai, è un altro: oggi gli strumenti digitali operano spesso in una zona grigia, dove il controllo pubblico fatica a entrare.
I social network si muovono di fatto come ‘enclave’ all’interno degli Stati: spazi in cui è difficile verificare cosa accade davvero, individuare responsabilità e intervenire in modo efficace. Da qui la richiesta di regole più stringenti: chi opera in un Paese dovrebbe garantire trasparenza e accesso alle autorità, soprattutto quando sono in gioco reati e tutela dei minori.
Il punto di Giorgio Bianchi.
Social senza controllo: il nodo della regolamentazione
Ma prima ancora delle istituzioni, il tema riguarda direttamente famiglie e individui. Il punto di partenza, per molti genitori, è una scelta netta: limitare o escludere completamente l’uso di smartphone e social nei primi anni di vita. Una posizione che spesso genera conflitti – soprattutto quando ‘tutti gli altri’ fanno diversamente – ma che viene difesa con un paragone provocatorio: se in una classe tutti assumessero sostanze nocive, sarebbe giusto adeguarsi?
Il nodo centrale è proprio questo: il livello di dipendenza generato dalle piattaforme digitali. Non si tratta più solo di percezioni. Negli Stati Uniti, una recente sentenza ha condannato grandi aziende tecnologiche a risarcire una giovane utente, riconoscendo il ruolo degli algoritmi nel creare meccanismi di dipendenza. Parallelamente, studi e osservazioni cliniche evidenziano come l’uso intensivo di social e smartphone attivi nei più giovani dinamiche simili a quelle delle sostanze stupefacenti.
Dipendenza digitale e minori: cosa sta succedendo davvero
Il fenomeno è ormai visibile nella quotidianità: bambini sempre più piccoli esposti a schermi, spesso durante momenti fondamentali come i pasti, in una condizione di assorbimento totale. Una normalizzazione che, secondo alcuni osservatori, nasconde un problema più profondo: la mancanza di consapevolezza sul reale impatto di questi strumenti.
A rafforzare questa tesi c’è un elemento spesso citato ma poco discusso: il comportamento delle élite tecnologiche. Diversi reportage hanno mostrato come dirigenti e sviluppatori delle grandi piattaforme limitino drasticamente l’uso di dispositivi digitali per i propri figli. In alcuni casi, scuole frequentate da queste famiglie prevedono addirittura il divieto assoluto di smartphone e tablet, pena l’esclusione.
Il messaggio implicito è chiaro: chi conosce a fondo questi strumenti tende a evitarli nella crescita dei propri figli.
Il problema, però, non è solo individuale. È anche sistemico. Come nel caso del cibo industriale – progettato per essere iper-palatable e creare abitudine – anche i contenuti digitali sono sempre più costruiti per catturare e mantenere l’attenzione. Il risultato è una progressiva difficoltà, soprattutto nei più giovani, a sostenere ritmi più lenti, tempi morti, concentrazione prolungata. Non a caso, negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo di ansia, depressione e comportamenti autolesionistici tra gli adolescenti, in parallelo con la diffusione massiva degli smartphone a partire dal 2013.
In questo contesto, il ruolo educativo diventa centrale – e sempre più complesso. Imporre limiti, oggi, significa spesso apparire ‘contro corrente’. Ma è proprio questa la sfida: recuperare una funzione educativa che non si limiti ad assecondare il contesto, ma che sia in grado di orientarlo. Perché il rischio, altrimenti, è quello di una generazione cresciuta senza strumenti per gestire il desiderio, l’attesa, il piacere. Abituata ad avere tutto subito, sempre disponibile, senza sviluppare la capacità di dosare, scegliere, rinunciare.
E forse è proprio qui che si gioca la partita più importante: non solo nel controllo delle piattaforme, ma nella capacità – individuale e collettiva – di ridefinire il rapporto tra tecnologia, libertà e crescita.










