Sergio Pellissier è stato molto più di un attaccante per il Chievo Verona: ne è stato il simbolo. Capitano e bandiera gialloblù, ha legato la sua carriera al club scaligero dal 2002 al 2019, collezionando 496 presenze e 134 gol, diventando il volto di una delle favole più longeve del calcio italiano. Oggi, da Presidente Onorario del Chievo, Pellissier continua a rappresentarne i valori e l’identità.
Ai nostri microfoni si racconta, tra passato, presente e prospettive future.
Sergio Pellissier – L’intervista
Cosa ne pensi della vittoria della Juventus e della sconfitta dell’Atalanta in Champions League?
“In questo momento la Juventus sta facendo molto bene. Ho visto l’Atalanta ieri sera: ha fatto 60/70 minuti straordinari, poi è successo quanto abbiamo visto. L’Inter ha trovato una squadra veramente forte, sicura, tranquilla. Il Napoli, invece, ha steccato una partita in cui doveva assolutamente fare punti. Non siamo andati benissimo in questa parte di Champions, ma tutte hanno ancora delle possiblità“.
Com’è la situazione Douglas Costa? Veramente viene a giocare in Serie D?
“L’idea sarebbe quella. Il Presidente ha anche una squadra a Dubai. L’intenzione sarebbe quella di portarlo il prossimo anno a Dubai. Nel frattempo gli ha proposto il Chievo per rimettersi in gioco e lui ha accettato. Non so se giocherà, ancora non lo abbiamo tesserato. Nel caso riuscissimo, giocherebbe con noi in Serie D“.
Quanto è difficile il campionato di Serie D?
“Vincere non è mai facile, in qualsiasi categoria. Abbiamo giocato l’ultima partita contro il Milan Futuro e loro sono arrivati carichi per una partita importante, ma la settimana precedente avevano perso contro una squadra – il Pavia – che sta lottando per la retrocessione. Questo fa capire che puoi perdere con tutti e puoi vincere con tutti. Però, quando giocano contro di noi, anche per il nostro blasone, danno tutto. Speriamo di vincere il campionato già quest’anno“.
A proposito, giocare in Serie D per i ragazzi del Milan può essere formativo o rischiano di essere frenati nella loro crescita?
“Vai in ambienti dove non hai la stessa risonanza che hai nei professionisti. In Serie D crescono meno rispetto alla Serie C, ma comunque non è un campionato così scontato e semplice. Imparerebbero di più se giocassero con qualche vecchietto. Le Under portano via un po’ di spazio a tutte le altre società. Inoltre, vivono in un mondo diverso da quello delle squadre della Serie D, per loro è professionismo: hanno la possibilità di giocare in Serie A, percepiscono uno stipendio diverso…“.
In Serie A, chi è la favorita per lo scudetto?
“Oltre Napoli e Inter, deve essere considerato anche il Milan. Ha un allenatore concreto, che porta sempre a casa il risultato finale, in un modo o in un altro. Tuttavia, credo che la squadra migliore in assoluto sia l’Inter: è la squadra più completa, quando i giocatori stanno bene non ha rivali“.
Per quanto riguarda Alessio Romagnoli, sembra non voglia partire per Lecce in quanto vicino al trasferimento in Arabia. Cosa ne pensi?
“È un’assurdità. Per me giocare a calcio era la cosa più bella in assoluto, quello che ho sempre desiderato. Bisogna avere più rispetto per chi ti ha dato tanto, ti ha tifato, ti sta pagando lo stipendio. Per me esultare era la cosa più bella in assoluto. Anche non esultare quando segni alla tua ex squadra, per me è brutto. Sembra che il calcio sia solo un lavoro, ma in realtà è passione. Quindi, pensare che uno non voglia giocare solo perché ha cambiato squadra, se è vero, sarebbe veramente un dispiacere“.










