Il tema della modificazione artificiale del clima — cloud seeding, inseminazione delle nuvole, tecniche di weather modification — resta al centro di un dibattito acceso e spesso confuso con la teoria delle cosiddette “scie chimiche”. Sul piano scientifico, la formazione delle scie di condensazione degli aerei dipende da precise condizioni atmosferiche di quota, temperatura e umidità, che non si verificano sempre: è per questo che in alcune giornate il cielo ne è pieno e in altre resta libero.
Le caratteristiche a “X” che talvolta si osservano da terra derivano invece dall’incrocio di rotte aeree a quote diverse, distanziate di migliaia di piedi proprio per evitare collisioni. Diverso è invece il tema dell’inseminazione delle nuvole, tecnica nota e documentata da decenni, utilizzata in vari contesti storici e recenti — dall’Arabia Saudita per provocare pioggia fino alla Cina, che vi avrebbe fatto ricorso per garantire il bel tempo durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi.
Su questa distinzione interviene con veemenza Fabio Duranti: “Non sempre le condizioni dell’atmosfera consentono ai motori degli aerei di lasciare dietro una scia di condensa. Bisogna vedere la quota, bisogna vedere se a quella quota ci sono quelle condizioni, altrimenti questo fenomeno non avviene. Le X sono le diverse rotte che può fare un aereo: un aereo va verso una rotta, un altro gli passa sopra o sotto, parliamo di migliaia e migliaia di piedi, perché non è che gli aerei possono viaggiare su rotte che si incrociano alla stessa quota, altrimenti sai le collisioni e gli incidenti.” Duranti respinge però con forza l’accusa di negazionismo sul tema più ampio: “Io vi ho detto l’esatto contrario, anzi ci ho messo il carico da 90. Io vi ho detto che l’irrorazione, l’inseminazione delle nuvole viene fatta proprio con cadenza quotidiana da questi criminali del clima, a mio parere. Io li chiamo così perché è così. Sono ideologicamente e anche scientificamente, perché ho letto un sacco di lavori, contrario a far sì che il clima possa essere modificato dall’intervento dell’uomo con questa robaccia.”
La sua critica si concentra soprattutto su chi, a suo avviso, danneggia la causa confondendo i due fenomeni: “Quindi io sono dalla vostra parte, solo che evito di essere preso per i fondelli non utilizzando questi termini sbagliati, non guardando sul cielo e dicendo ‘ah, le scie chimiche!’, posto le foto, e così arricchite soltanto il sistema dei cosiddetti social e vi coprite di ridicolo. Se qualcuno vuole rispondere in modo sgarbato a questa cosa che sto dicendo, che non è una mia idea, è una cosa scientificamente provata, straprovata, fate pure, ma non fate parte di coloro che vogliono risolvere il problema, ovvero arrivare al punto, non so quando e come, che un giorno questa roba sarà stravietata.”
A raccogliere la sollecitazione è Giorgio Bianchi, che riporta un confronto diretto avuto con il climatologo Franco Prodi: “Ne chiesi proprio anche a Franco Prodi in merito, parlammo dell’inseminazione delle nuvole, lui disse chiaramente che è un processo che esiste da tempo.” Bianchi cita anche un approfondimento pubblicato su Limes dal generale Fabio Mini, intitolato Owning the Weather, che ricostruisce i precedenti storici della manipolazione ambientale a fini bellici — comprese deviazioni di fiumi per provocare carestie e riferimenti alla guerra del Vietnam — oltre ai casi più recenti in Arabia Saudita e in Cina.
Resta invece aperta, per Bianchi, la domanda sugli effetti di lungo periodo: “Se questo processo possa modificare il clima su scale temporali lunghe, io sinceramente alzo le mani, non so cosa dire. Fermo restando che offrire il fianco sul concetto delle scie chimiche, come ben hai detto te, e quindi farsi irretire, farsi ridicolizzare su cose delle quali poi sappiamo veramente ben poco—”










