È emergenza migranti: Alberto Contri e Giorgio Bianchi smontano la narrazione ufficiale

Mentre la rotta libica torna al centro delle cronache, la Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo sul comandante della nave Sea-Watch 5, indagato per favoreggiamento dell’immigrazione illegale dopo un episodio dello scorso maggio: secondo gli inquirenti, un gruppo di circa cinquanta migranti sarebbe stato consegnato direttamente dai trafficanti libici alla nave dell’ong tedesca al largo di Sabratha, in mare calmo e senza alcuna richiesta di soccorso. Un caso che riaccende il dibattito sul ruolo delle organizzazioni umanitarie nel Mediterraneo, in un contesto – quello della Justice Fleet – già segnato da mesi di fermi amministrativi alle imbarcazioni.

Ad aprire il confronto è Alberto Contri, che punta il dito sulla posizione dell’Italia come frontiera sud dell’Europa, ricordando come Germania e altri Paesi abbiano invece operato una selezione mirata dei flussi. Contri osserva inoltre come la sinistra abbia “approfittato” della questione migratoria per calcolo elettorale, e richiama il caso della nave Sea-Watch, sottolineando che il traffico venisse in parte gestito in accordo con gli scafisti libici.

Prende poi la parola Giorgio Bianchi, che allarga il ragionamento al piano storico. Il reporter paragona la pressione migratoria odierna al crollo dell’Impero romano, sottolineando come non fu un’invasione ma una pressione demografica graduale a determinarne la fine. Bianchi richiama inoltre un precedente poco discusso: sotto il ministero dell’Interno di Giorgio Napolitano, “fu speronata ad opera della motonave Sibilla un barcone proveniente dall’Albania” con oltre cento vittime, ricordando come la stampa progressista dell’epoca avesse accolto con favore l’operazione. Collega infine la crisi migratoria alla guerra di Libia del 2011, e sul fronte della denatalità cita un’inchiesta che ha trovato ampio riscontro internazionale: il Financial Times ha collegato la diffusione degli smartphone al crollo dei tassi di natalità in diversi Paesi, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud.