Ilaria Salis prende la tessera di partito, il demenziale gioco dell’alternanza continua

In questi giorni Ilaria Salis ha preso la tessera del partito “Sinistra italiana” di Fratoianni e Bonelli. Un doveroso tributo a chi l’ha portata al Parlamento europeo, oltretutto salvandola dal processo che la vedeva imputata nell’Ungheria di Viktor Urban. La vestale della “sinistrash” liberal progressista ha dichiarato, senza perifrasi edulcoranti, che il partito Sinistra italiana rappresenta la vera alternativa alla Destra di Giorgia Meloni.

Alternativa alla destra, badate bene, non al sistema capitalistico. Seguita quindi il demenziale gioco dell’alternanza senza alternativa tra destra e sinistra, ugualmente organiche al turbocapitalismo e alla sua riproduzione sistemica. L’omogeneità bipolare su cui si regge la riproduzione capitalistica, fintamente pluralistica, consiste nel fatto che le masse manipolate si illudono circa l’esistenza di una reale alternativa, quando in realtà si dà soltanto l’alternanza tra due blocchi, Destra e Sinistra appunto, che sono ugualmente funzionali alla riproduzione del sistema turbocapitalistico.

Sistema turbocapitalistico del quale destra e sinistra condividono tutti i capisaldi, dal libero mercato concorrenziale sans frontières all’imperialismo fintamente umanitario della civiltà talassocratica del dollaro. Proprio in questi giorni, tra l’altro, il partito liberal-atlantista di Fratoianni e Bonelli ha rispolverato la vecchia ricetta della patrimoniale, uno strumento ideale per condurre la guerra di classe dall’alto contro i ceti medi, come voluto dalle classi dominanti transnazionali, le quali ovviamente nemmeno per sbaglio vengono toccate dalla patrimoniale. Non vi sarà sfuggito indubbiamente che né i partiti della sinistra fucsia né quelli della destra bluette propongono mai una tassazione per il sistema bancario o per i colossi big tech.

Preferiscono di norma attaccare i ceti medi già di per sé ilotizzati e riplebeizzati nel quadro dei processi asimmetrici della globalizzazione turbo-capitalistica no-border. L’alternanza senza alternativa prevede che si possa liberamente scegliere tra due blocchi ugualmente organici alla riproduzione capitalistica. Detto altrimenti, che vinca l’uno o che vinca l’altro, trionfa sempre e comunque il blocco oligarchico neoliberale, la power elite liberal finanziaria.

A cagione di ciò il primo gesto di una critica non allineata al potere consiste oggi nell’oltrepassamento della destra e della sinistra e nell’elaborazione di una nuova mappa mundi, concettuale e politica, che rivendichi le ragioni delle masse precarizzate contro il blocco oligarchico neoliberale, ugualmente difeso, lo ricordiamo, dalla destra e dalla sinistra.