Roma, allarme cessioni: “Non dovessero arrivare offerte per Koné e Ndicka, attenti a Pisilli e Svilar”

La Roma torna dopo 7 anni in Champions League e si prepara ad un’estate importante. Prima ancora di poter affondare i colpi sul mercato in entrata, però, il club giallorosso è chiamato a rispettare gli impegni finanziari assunti con la UEFA e a trovare le risorse necessarie per costruire la squadra del futuro.

In attesa dell’ufficialità di Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo, a Trigoria si lavora su un dossier prioritario: quello delle plusvalenze da realizzare entro il 30 giugno. È infatti quella la data fissata per la scadenza degli obblighi previsti dal Settlement Agreement sottoscritto con la UEFA. Per rispettare i parametri economici, la Roma dovrà alleggerire il monte ingaggi e generare importanti entrate attraverso le cessioni.

Secondo quanto riferito da Stefano Agresti a Radio Radio Lo Sport, il club capitolino avrebbe la necessità di registrare circa 60 milioni di euro di plusvalenze entro la fine del mese. Un obiettivo che rende inevitabile la valutazione di sacrifici eccellenti.

Da Ndicka e Koné a Soulé: il punto sulle cessioni della Roma

I principali indiziati restano Evan Ndicka e Manu Koné. Il difensore ivoriano, arrivato a parametro zero nell’estate del 2023, rappresenterebbe una plusvalenza praticamente integrale in caso di cessione. Una soluzione particolarmente vantaggiosa dal punto di vista contabile. Diverso il discorso per Koné, acquistato due anni fa dal Borussia Mönchengladbach per circa 18 milioni di euro più bonus. Per il centrocampista francese la Roma sarebbe pronta ad ascoltare offerte superiori ai 40 milioni di euro, bonus esclusi.

Tuttavia il mercato raramente segue copioni già scritti. Qualora non dovessero arrivare proposte ritenute adeguate per Ndicka e Koné, il club sarebbe costretto ad allargare il raggio delle possibili partenze. In questo scenario entrano in gioco nomi finora considerati quasi intoccabili.

Tra questi c’è Niccolò Pisilli, prodotto del vivaio giallorosso e dunque capace di garantire una plusvalenza totale, ma soprattutto Mile Svilar. Il portiere serbo, arrivato anch’egli a parametro zero, rappresenterebbe una soluzione estremamente redditizia sotto il profilo finanziario. Una strada che la società vorrebbe però evitare a tutti i costi. Svilar è infatti considerato uno dei pilastri della Roma del presente e del futuro, insieme a Malen e Wesley.

Nelle ultime settimane, inoltre, è emersa un’ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava improbabile: quella legata a Matías Soulé. L’argentino, acquistato dalla Juventus per una cifra inferiore ai 30 milioni di euro, potrebbe trasformarsi in una preziosa pedina di mercato.

La sua stagione è stata caratterizzata da due volti. Nella prima parte del campionato Soulé ha spesso trascinato la squadra, chiudendo il 2025 con cinque gol e tre assist in Serie A. Il rendimento è però calato sensibilmente nel corso del 2026, complice anche una fastidiosa pubalgia che ne ha condizionato continuità e prestazioni. Da gennaio in avanti sono arrivati soltanto un gol e due assist in campionato, numeri che fotografano una seconda parte di stagione decisamente meno brillante.

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