Caso Rocchi-arbitri, “L’Inter non c’entra mai nulla vero?” ▷ Il sarcasmo di Angelini

Il calcio italiano è di nuovo scosso da uno scandalo che evoca fantasmi del passato. Il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi è indagato dalla Procura di Milano per frode sportiva: l’accusa si concentra su designazioni pilotate a favore dell’Inter. In particolare, sulla scelta di Andrea Colombo, ritenuto “arbitro gradito” ai nerazzurri; per la trasferta di Bologna dell’aprile 2025; e sulla designazione di Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia contro il Milan, con l’obiettivo di escluderlo dalle partite successive perché considerato “poco gradito all’Inter”.

Al momento risultano cinque gli indagati — oltre a Rocchi, il supervisore VAR Andrea Gervasoni e gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo; Daniele Paterna è accusato di falsa testimonianza — e cinque le partite su cui si concentra il fascicolo. L’Inter, bisogna sottolinearlo, al momento non figura tra i soggetti indagati.

Caso Rocchi-Arbitri e il parallelismo con Calciopoli: “L’Inter non paga mai!”

Ma è proprio questo “perimetro” dell’inchiesta — tutto interno al mondo arbitrale — ad alimentare il dibattito più acceso. In molti, soprattutto nel giornalismo vicino alla Juventus, hanno iniziato a tracciare un parallelo scomodo con Calciopoli 2006, quando alla Juventus furono revocati i titoli di campione d’Italia e fu retrocessa d’ufficio in Serie B.

Su questo sfondo si inserisce il dibattito in diretta su Radio Radio, con Antonello Angelini che ha sintetizzato con graffiante sarcasmo il sentiment di una parte dell’opinione pubblica sportiva: “Caso Rocchi-arbitri? La Juve ha sempre pagato tra Calciopoli e Plusvalenze, l’Inter mai! Una volta la prescrizione, un’altra il patteggiamento…”

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