Si allarga e si complica l’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano, un’indagine che nelle ultime ore ha registrato sviluppi significativi e che vede al centro la figura dell’ex designatore Gianluca Rocchi. Gli indagati, al momento, sono cinque e appartengono tutti alla categoria arbitrale: oltre a Rocchi, risultano coinvolti l’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni — entrambi autosospesisi — e alcuni assistenti VAR.
Rocchi non si presenterà all’interrogatorio
Uno dei punti chiave della giornata riguarda la decisione di Rocchi di non presentarsi all’interrogatorio fissato per giovedì davanti ai magistrati e alla Guardia di Finanza. A renderlo noto è stato il suo legale, Antonio D’Avirro, spiegando che, nonostante la disponibilità iniziale del suo assistito, è stato consigliato di non comparire.
Diversa la posizione di Gervasoni, che invece ha confermato la sua presenza in procura, dove sarà ascoltato in merito a un filone dell’indagine legato alla partita Salernitana-Modena.
Le accuse: designazioni “pilotate”
Secondo quanto emerge dagli atti e dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, coordinati dal pm Ascione, ci sarebbero elementi che confermerebbero l’ipotesi di designazioni arbitrali “pilotate”. Al centro dell’attenzione due partite: Bologna-Inter di Serie A, affidata ad Andrea Colombo, e Inter-Milan di Coppa Italia, diretta da Daniele Doveri.
Le testimonianze raccolte suggerirebbero che gli stessi arbitri fossero consapevoli del contesto in cui maturavano tali scelte. Rocchi risulterebbe indagato in concorso con altre persone appartenenti al mondo arbitrale.
Un episodio chiave sarebbe una riunione avvenuta il 2 aprile 2025 allo stadio Meazza, durante la quale sarebbero emersi indirizzi precisi sulle designazioni, con criteri legati anche al “gradimento” delle squadre coinvolte.
Coinvolti 29 club, ma nessun indagato tra le società
L’inchiesta ha comunque già ampliato il proprio raggio d’azione, arrivando a coinvolgere indirettamente 29 club tra Serie A e Serie B. Si tratta però di un coinvolgimento legato ai fatti analizzati e non a responsabilità dirette. Al momento, infatti, non risultano iscrizioni nel registro degli indagati a carico delle società.
Caso Rocchi, il dibattito si accende: Damascelli attacca la linea difensiva
A Radio Radio Lo Sport, Tony Damascelli ha messo in dubbio la narrativa difensiva secondo cui non esisterebbero intercettazioni compromettenti tra arbitri: “Siamo sicuri che queste intercettazioni tra arbitri non esistano? Io non ci credo minimamente“, ha dichiarato, mostrando forte scetticismo.
Il giornalista ha poi allargato il discorso, evocando precedenti pesanti nella storia del calcio italiano: “So già com’è il giro del fumo: questo furore innocentista mi provoca delle allergie ripensando a quanto accaduto nel 2006“, un chiaro riferimento allo scandalo di Calciopoli, che portò a sanzioni clamorose e cambiamenti profondi nel sistema.
Infine, Damascelli ha rivolto una critica diretta all’avvocato Afeltra: “Mi meraviglio che un uomo come te non l’abbia capito…“.










