“Il Governo si attivi per per l’istituzione di un protocollo unico nazionale per la gestione domiciliare dei malati Covid 19”: questo l’appello rivolto in Parlamento dall’Onorevole Massimiliano Romeo, cofirmatario di una mozione che chiede all’Esecutivo di agire in fretta per consentire cure e terapie dei medici di base presso l’abitazione di un loro paziente risultato positivo al virus. Un ordine del giorno che il Senato ha approvato con 212 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astensioni.

“La mozione che abbiamo presentato come Gruppo Lega parte dal presupposto, trattandosi di un argomento di grande attualità, di cercare di aggiornare il protocollo nazionale sulle cure domiciliari per i malati di Covid-19.

C’è un dibattito aperto sul tema da diverse settimane. Sono diversi i medici che hanno proposto soluzioni che vanno oltre il protocollo attuale (vigile attesa e utilizzo di paracetamolo) e prevedono l’utilizzo di altri tipi di farmaci che – è stato verificato – sono riusciti a evitare l’ospedalizzazione dei pazienti curandoli direttamente a domicilio. Molti medici fanno il lavoro importante di visita diretta nelle case dei pazienti. Esaminando il paziente, dai sintomi riescono a comprendere fin da subito che si tratta di Covid, magari ancora prima del risultato del tampone e, quindi, prescrivono subito degli antinfiammatori. E questo sistema di utilizzo rapido dei farmaci per curare subito il paziente riesce a fermare la malattia e a evitare che possa degenerare in un qualcosa di molto grave che costringe ad andare in ospedale.

Abbiamo illustri persone che hanno rilasciato diverse interviste sui giornali, dal professore Remuzzi, al dottor Mangiagalli, al dottor Cavanna. Ci sono esperienze dirette di questi medici e a tal proposito desidero ringraziare il sottosegretario Sileri perché ha ricevuto questi medici che si sono riuniti e hanno organizzato anche dei comitati. E naturalmente si è impegnato – bisogna riconoscerlo onestamente – da un punto di vista non solo verbale, ma anche pratico e concreto per mettere in contatto quei medici con le strutture del Ministero affinché si possa – è il contenuto vero della mozione – far tesoro nell’aggiornamento dei protocolli anche delle esperienze di tali medici utilizzando tutti i farmaci che possono davvero contrastare maggiormente il virus.

Sappiamo tutti dell’importanza dell’attenzione al territorio, delle cure domiciliari, della tempestività dell’intervento per evitare che le persone intasino gli ospedali. In ogni caso, questi medici hanno dimostrato che si può curare il Covid e guarire. Ci tengo a sottolineare l’impegno di alcuni colleghi della Lega, e non solo della Commissione sanità – penso ai senatori Siri e Bagnai – che hanno incontrato molti di questi medici e ascoltato le loro richieste e oggi siamo qui a cercare di prendere tutti insieme un impegno politico affinché il Ministero della salute riesca ad arrivare a delle linee guida molto chiare e precise per evitare che poi una Regione prenda una strada e un’altra che ne prenda una diversa.

Cerchiamo di uniformare tutti sul protocollo, in modo tale che si possa poi agire in maniera più decisa e, quindi, prendiamo esempio da tutte le esperienze. Io penso che questo sia il metodo migliore. Il Sottosegretario ha già dato disponibilità, ma, giustamente, diamo anche un segnale politico forte, a tutta la comunità nazionale, che ci stiamo occupando del tema. E, sono convinto che il lavoro proseguirà in questa direzione.

Visto, poi, che si è anche trovato un ordine del giorno comune, annuncio già da ore che la nostra mozione sarà ritirata, perché abbiamo aderito a tale ordine del giorno comune che, a quanto ho capito, riguarda tutta l’Aula e, quindi, tutti i Gruppi. E questo è un segnale di grande importanza”.