Ex presidente della BCE, padre del “Whatever it takes” che ha salvato l’euro e un curriculum che parla per lui: ma tutto questo basterà a salvare l’Italia?
Già perché al di là dei numerosi proclami e complimenti che il nuovo Premier incaricato ha incassato in questi giorni, l’imperativo è solo uno: fronteggiare la crisi economico-sanitaria, e farlo anche con un gap significativo rispetto al governo precedente.
E’ chiaramente questa l’aspettativa degli italiani e anche quella del direttore di TPI, che i due capisaldi del prossimo governo, cioè Recovery Plan e vaccinazioni, siano tutta un’altra musica rispetto al conte bis.

Cosa accadrebbe altrimenti? Lo abbiamo chiesto a Giulio Gambino a ‘Lavori in Corso’, ecco la sua intervista ai microfoni di Stefano Molinari e Luigia Luciani.

Monti e Draghi sono completamente diversi.
Devo esprimere un parere molto forte su questo: credo che un Governo tecnico non esista, nel senso che anche un governo cosiddetto tale ha delle politiche marcate alto definite e chiare, quindi “Governo tecnico” vuol dire molto poco, dipende da che cosa significa essere tecnici.

Nel complesso tutta questa operazione, se farà bene all’Italia, saremo tutti felici. Diversamente ci saremmo ritrovati a aver bruciato l’italiano numero uno al mondo, poteva diventare Presidente della Repubblica in pectore, e soprattutto avremmo perso un sacco di tempo e un’occasione unica come questa del Recovery.
L’aspetto del “tecnico” è da chiarire una volta per tutte: non possiamo chiamare tecniche semplicemente politiche economiche molto ben definite e marcate, in questo caso verso una deriva chiaramente e fortemente anti-assistenzialista in un’Italia molto assistenzialista in questo momento.

Oggi c’è questo gioco per cui Draghi è santificato quotidianamente da tutti quanti, senza però che abbia realmente detto niente, anzi, molti lo elogiano perché ha parlato ancora molto poco.
Però obiettivamente parlando, questo non ha detto niente, non ha fatto nulla, non ha aperto bocca, non sappiamo i ministri… se uno deve giudicare, giudichiamo nel merito. Qua non conosciamo nulla, sappiamo solo che due mesi fa l’Azzolina diceva di prolungare la scuola fino a giugno ed era folle, se lo dice Draghi per definizione è una roba pazzesca. Questo mi sembra sciocco, tutto qui.

Io non sono contro Draghi, però se alla fine ci sarà una variazione minima rispetto al Governo precedente, non avremo fatto niente. Questo deve entrare a gamba tesa, aiutare le imprese, far arrivare i soldi, applicare la decontribuzione fiscale, non dico fare l’anno bianco fiscale ma sicuramente alleggerire molto il peso delle tasse, riaprire. Vediamo se ci riuscirà, ma entriamo nel merito delle cose e faccia le cose che non stava facendo il Governo che prima dicevano che ci teneva paralizzati.

Nessuno dice che la gente non ha più una lira, che la gente sta messa male. Allora se questo è arrivato questo campione grande presidente della BCE che tutti amiamo e a cui tutti dobbiamo tutto perché ha salvato l’euro, non voglio essere demagogo, ma ci salvasse, facesse vedere come si riprende un paese come l’Italia“.