La proroga dell’emergenza sanitaria ha portato non pochi dubbi e preoccupazioni riguardo il futuro del nostro paese, sia sul fronte economico che sociale. Il lavoro continuerà perlopiù in smart working (ove possibile) e il Governo, a quanto annuncia quotidianamente tramite media, cercherà di arginare possibili impedimenti e disoccupazioni, nuovo lockdown permettendo.

Proprio così, lo spettro del lockdown si fa sempre più nitido nell’immaginario comune, terrorizzando chi a stento ha tenuto in piedi la propria attività nel corso della prima chiusura forzata in casa.
La parola “lockdown” si manifesta sempre di più nella bocca delle istituzioni, e talvolta assume strane sfumature di significato come afferma il Prof Enrico Michetti: ““il Fondo Monetario Internazionale ha detto che il lockdown accelera la ripresa economica, ormai stiamo giungendo alla disinformazione più totale. Mancano 30mila infermieri e allora dobbiamo andare a prendere i soldi del MES? Ma noi paghiamo 3 milioni di persone per stare a casa invece che pagargli un corso e fornirgli un lavoro?”.

Un duro sfogo quello che il direttore della Gazzetta Amministrativa ha detonato ai nostri microfoni: ecco l’intervento in diretta.

“Ormai è diventato ridicolo, si parla soltanto di Covid. Il Governo ha un solo programma: il virus. Il virus c’è, ci mancherebbe, ma sapete quanta gente muore di ischemie? Incidenti stradali e altro? Non si muore solo di Covid.

Fino a che non andremo a prendere questi maledetti 38 miliardi di buffi del MES ci faranno una “capoccia tanta”. E’ una politica del terrore.
Il Fondo monetario internazionale ha detto che il lock-down accelera la ripresa economica, ormai stiamo giungendo alla disinformazione più totale.

Dobbiamo governare oggi la vicenda con la cura, non con il terrore.
Fanno una politica del terrore per indebitarci fino al collo. Mancano 30mila infermieri e allora dobbiamo andare a prendere i soldi del MES.
Ma non si puo’ fare un corso e dargli un lavoro, magari pagandoli il doppio, anziché pagare 3 milioni di persone per stare a casa?

Questo dovrebbe essere il programma di intervento di una politica seria, che ha tempo fino al 2023: creare posti di lavoro, sviluppo e prospettiva per il futuro del paese, non terrorizzarlo. Dobbiamo fare in modo che tutte le attività ripartano in sicurezza, con la testa sulle spalle e non con il terrore che irretisce la gente e la rende incapace di ribellarsi al sopruso.
Non puoi schiacciare le persone all’angolo terrorizzandole, devi dare prospettiva e lavoro”.


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