Dottor Conte, non lo faccia

Lettera aperta al Presidente del Consiglio

Gentile Dott. Conte,

ieri sera, è ben comprensibile, sarà stato affamato.

E’ altresì molto probabile, tenuto conto della densità degli ultimi mesi, che a fine giornata l’elenco dei suoi desideri sia stato particolarmente corto ed essenziale: togliere la cravatta, sfilarsi le scarpe, scrollarsi di dosso un po’ di quella ingessatura che il suo ruolo doverosamente richiede e mangiare un panino.

Niente pretese: solo un panino.

Possibilmente di quelli poveri, ma ricchi dentro. Ricchi perché dentro, appunto, ci si può mettere di tutto.

La immagino, Dottor Conte, a pensare al suo pasto – diciamolo – un po’ zozzo, ma dignitosissimo e tanto soddisfacente. La immagino a pregustare il silenzio di quei sapori fondersi con la riservatezza del tanto agognato momento di solitudine, lontano da ministri, crisi di governo e telecamere. La immagino (ancora ignaro) interrogare il suo staff sul luogo potenzialmente più adatto a soddisfare il suo piccolo desiderio.

E poi immagino il suo volto tingersi di delusione quando, un attimo dopo, le è arrivata la proposta di rendere quel momento “un po’ più social”.

Le avranno detto che bisogna investire sulla comunicazione, che bisogna parlare ai giovani con i modi dei giovani, che di ‘sti tempi le piattaforme digitali sono importanti o che ogni occasione è buona per mostrare il proprio lato umano alla gente.

Eccolo, allora, il fattaccio.

Una salumeria, un bancone, una signora gentile e il suo disagio, Presidente.
Questi i grandi protagonisti del video.

Un post certamente colmo di buone intenzioni, dal testo impeccabile e dal contenuto ben più che condivisibile.

Ma lei, Presidente, quel video lo voleva fare?

Ai suoi fan magari sarebbe bastata la fotografia di un prosciutto. Una forma di formaggio. Al più, e vogliamo esagerare, la foto del panino!

Stessa didascalia, stesso messaggio, doppio supporto.

Ma quel suo vagare da solo, Presidente, quel modo di guardarsi intorno imbarazzato, quello scuotere nervosamente il colletto sbottonato e denudato della cravatta…

Non lo faccia, Dottor Conte.

Non si costringa a rientrare in quei meccanismi se non le piacciono. Si mostri per come ne ha voglia, sia sé stesso. Là fuori c’è un’intera Nazione che aspetta di vedere cos’altro nasconde nel cilindro il Presidente che tanto fieramente ha zittito il suo Viceministro indisciplinato.

Trovare foto, selfie, video che la ritraggano in modi buffi non è stato possibile, Presidente.

Lasci che ciò si perpetui. Lasci che a canzonarla siano satira e vignette. Lo fermi ora, sul nascere, quell’ingannevole desiderio di social-ità.

Al suo Vice i social pare abbiano portato male.

Alla sua Nazione un Presidente social, si fidi, non serve.


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