Tennis, Davis. Federer: “Non è il mio trionfo”. Wawrinka: “Ma quale crisi…”

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E’ dal 1999 che Roger Federer insegue la Davis. Quindici anni ci ha messo, ma il giorno è arrivato. Il campione di Basilea, il Magnifico secondo il soprannome più diffuso, non intende però prendersi tutta la gloria: “Non è un trionfo per me, ho vinto abbastanza nella mia carriera, non avevo buchi da riempire”, dice probabilmente negando un pizzico di verità anche a se stesso. “Sono contento per tutti gli altri. È’ impossibile paragonare questo risultato ad altri ottenuti in passato. Quando ho vinto Wimbledon ero stordito, totalmente sotto choc. Sapevo che sarebbe stato possibile vincere la Davis durante la mia carriera: è una sensazione diversa, oltretutto in campo non si è da soli. E’ diverso, ma è sempre tennis. E ora provo una delle migliori sensazioni mai vissute. La Svizzera è un Paese piccolo, non vinciamo titoli in continuazione. Speriamo che questo trionfo ispiri una nuova generazione e stimoli gli investimenti nello sport. Abbiamo tutti lavorato sodo per essere pronti: Stan (Wawrinka) ci ha messo tantissimo lavoro quest’anno e ha giocato incredibilmente bene questo weekend per darmi l’occasione di chiudere oggi. Credevo di dover incontrare Tsonga, ma posso capire la scelta della Francia”.Tsonga si è infortunato ad un gomito nell’incontro di venerdì. Gli fa eco Wawrinka: “Abbiamo vissuta una settimana non facile da sopportare. Abbiamo parlato tutti insieme dei nostri problemi. Prima di scendere in campo la gente pensava che noi fossimo in crisi, ma eravamo sereni. E per i francesi era l’inverso. Roger ha giocato in modo incredibile. Siamo in perfetta sintonia e felici di giocare insieme”.

Gazzetta dello Sport