Salute: da microbiologi allarme su rischio contagio virus MERS

Virus MERS-CoV

La comunita’ dei microbiologi clinici italiani lancia un allarme sul rischio connesso al propagarsi del MERS-CoV, un virus appartenente alla grande famiglia dei Coronavirus che causano il raffreddore comune e altre lievi infezioni delle vie respiratorie. La nuova variante, che e’ apparsa per la prima volta nel 2012 in Arabia Saudita, si e’ diffusa in vari Paesi del Medio Oriente e causa una severa forma di polmonite. Finora sono stati notificati ben 1.153 casi di infezione da MERS-CoV, di cui almeno 435 mortali. I casi di MERS-CoV documentati in numerosi altri Paesi sono tutti correlati a viaggi in Medio Oriente o contatto diretto con casi confermati o probabili che, a loro volta, avevano viaggiato in quelle zone. La sequenza genomica indica che MERS-CoV e’ strettamente legato ad alcuni Coronavirus dei pipistrelli. Il virus e’ stato anche trovato in camelidi e, in effetti, alcuni pazienti hanno riportato contatti con questi animali. Sembra chiara quindi l’origine zoonotica, come peraltro dimostrato anche per il virus della SARS appartenente anch’esso ai Coronavirus. L’Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani) ha dunque lanciato un monito alle autorita’ di controllo, affinche’ venga tenuto attentamente sotto controllo il diffondersi di questa variante. Il 20 maggio 2015 e’ stato notificato dall’OMS il caso indice (di importazione dal medio Oriente) di un focolaio del virus attualmente in rapida evoluzione in Corea del Sud dove, al 9 giugno 2015, sono stati ben confermati 96 casi (con 8 decessi). Al momento l’OMS non ha riscontrato evidenza di una trasmissione sostenuta del virus nella popolazione generale ma l’allarme e’ alto: 2.300 persone sono attualmente in quarantena e 1.900 scuole sono state chiuse. Il genoma del virus che si sta diffondendo in Corea del Sud e’ stato sequenziato molto rapidamente e si e’ dimostrato uguale a quello che circola nei Paesi del medio Oriente.

AGI