Nave in fiamme i morti sono 10 ma c’è il mistero dei 41 dispersi

sar norman atlantic - NAVE SAN GIORGIO

L’inferno di fiamme e terrore divampato nelle acque dell’Adriatico ha lasciato dietro di sé una scia di sangue. Sono dieci al momento le vittime accertate dell’incendio scoppiato a bordo del traghetto Norman Atlantic partito da Patrasso la sera di sabato e diretto ad Ancona. Ma il conto della morte potrebbe crescere ancora. Fonti greche tra cui l’edizione online del settimanale greco To Vima, considerato tra i più autorevoli, sostiene ci siano ancora molti dispersi. In Italia dalle dichiarazioni ufficiali di certo emerge soltanto che i conti non tornano. «Sono state salvate 427 persone, le vittime sono dieci», ha dichiarato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Ma subito dopo viene confermato che «sulla lista d’imbarco i passeggeri erano 478». Dunque all’appello ne mancherebbero 41. Inoltre come conferma il ministro delle Infrastrutture «alcuni dei nomi delle persone salvate non figuravano su quella lista. Il porto d’imbarco dovrà ora verificare la corrispondenza delle liste».
I CLANDESTINI

Da una parte quindi si teme la presenza massiccia di clandestini (che ce ne fossero è ormai certo, dal momento che due afghani non presenti sulla lista ufficiale sono stati trasportati da un mercantile e condotti nel porto di Bari) che potrebbero essersi imbarcati anche durante lo scalo che il traghetto ha fatto a Igoumenitsa, dall’altra si spera in un errore di conteggio delle persone tratte salvo. Nel trambusto generale qualcuno sceso nei porti di Bari o Brindisi potrebbe essere sfuggito alla conta ufficiale o qualcuno potrebbe essere rimasto a terra a Igoumenitsa. «Continueremo a scandagliare il mare», ha assicurato la Pinotti. Anche per l’ammiraglio De Giorgi le ricerche proseguiranno per verificare «se in mare c’è qualche altro che nelle fase iniziali concitate sia caduto».
I SUPERSTITI

Sarebbero tutti in salvo i 44 italiani a bordo ma nella Capitaneria di porto barese ieri sera la famiglia di un passeggero campano ancora non era riuscita a capire dove fosse finito un loro congiunto di 32 anni che era sul traghetto. Tra i recuperati incolumi anche 234 greci, 54 turchi, 22 albanesi, 18 tedeschi e 10 svizzeri.
Di certo i soccorritori non si sono risparmiati. Le operazioni di salvataggio sono state massicce e sono andate avanti ininterrottamente. È stata una vera corsa contro il tempo per salvare i passeggeri rimasti intrappolati sul ponte per più di 24 ore, in condizioni estreme, tra fiamme, fumo, gelo e un mare forza otto con onde alte sei metri che rendevano impossibile l’avvicinamento di altre imbarcazioni.
Verso il traghetto Norman Atlantic in fiamme, che si trovava a 39 miglia da Otranto e 13 da Valona, sono partiti dalla Grecia e dall’Italia motovedette ed elicotteri della Marina Militare, mentre il comandante, che è stato l’ultimo a scendere dalla nave, insieme alle 56 persone dell’equipaggio, tentava di domare le fiamme a bordo. Posticipato il rientro della nave militare San Giorgio con a bordo alcuni naufraghi: sarebbe dovuta rientrare in nottata a questa mattina a Brindisi, invece resterà nella zona della sciagura per proseguire le ricerche di eventuali superstiti.
La gratitudine ai soccorritori è arrivata anche dal premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di fine anno. «Un intervento così ricco di passione, dedizione e tenacia ha evitato una vera e propria ecatombe», ha detto, a loro va la «mia gratitudine a nome di tutti gli italiani». «È stata scritta una pagina interessante e bella di serietà», ma resta una pagina «drammatica per ciò che è accaduto e che ci riempie il cuore di dolore per le vittime». E mentre tre procure, Bari, Brindisi e Lecce indagano su quanto avvenuto e hanno avviato un’inchiesta per naufragio colposo e omicidio colposo, la nave Norman Atlantic è stata posta sotto sequestro. «La magistratura albanese e quella italiana – ha spiegato in serata il ministero dei Trasporti – sono in contatto per decidere in quale porto verrà rimorchiata».

Il Messaggero